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Maria Luisa Nava, Il vetro: luce, colore e potere. Produzione, circolazione e lusso tecnologico nel Mediterraneo antico.

Il contributo ripercorre, in una prospettiva di lunga durata, la storia tecnologica, economica e culturale del vetro nel Mediterraneo antico. Il vetro è qui considerato non come semplice materiale ornamentale, ma come prodotto tecnico complesso: nasce dalla trasformazione controllata di sabbia, fondenti e stabilizzanti; dipende da conoscenze specialistiche; circola attraverso reti di approvvigionamento e di scambio; diventa, infine, uno dei linguaggi privilegiati del prestigio. Dalle prime tradizioni di faïence e dalle produzioni vitree intenzionali del II millennio a.C. in Egitto e nel Levante, fino alla circolazione di pani, lingotti e manufatti nel Tardo Bronzo, il vetro documenta l’integrazione di competenze artigianali, materie prime e mercati. Il relitto di Uluburun e l’insediamento protostorico di Frattesina mostrano due momenti diversi, ma complementari, di questa connettività. L’introduzione del vetro soffiato, che appare nel Mediterraneo orientale tra la metà e la fine del I secolo a.C., riorganizza profondamente produzione e consumo in età romana, senza cancellare le produzioni di lusso – vetri a cammeo, diatrete, vetri dicroici – nelle quali luce e colore continuano a essere strumenti di autorappresentazione sociale e politica.

Leggi tutto nell’allegato: Il vetro luce, colore e potere

Autore: Maria Luisa Nava – mlsnava@gmail.com

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