ROMA. Domus Aurea. L’apertura del cantiere al pubblico.

Pubblicato il : 27 Ottobre 2014

L’avevano promesso a giugno e sono state di parola Mariarosaria Barbera a capo della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e Fedora Filippi dal 2006 direttore scientifico della Domus Aurea. A ottobre la Domus avrebbe riaperto almeno “per alcune parti”. Lo annunciarono alla presentazione del Progetto definitivo per il nuovo giardino sovrastante la Domus Aurea, causa di infiltrazioni, sostituito con uno meno spesso, dotato di un sistema integrato di protezione che permetta il controllo del clima all’interno del monumento. Costo 31 milioni di euro (8 milioni per 4 anni). Come trovarli? “I contributi della Soprintendenza, dice oggi Barbera, vengono dal bilancio ordinario che in questi ultimi quattro anni ha investito 12 milioni. Ma è impensabile mettere 8 milioni da soli”. “Lo Stato ci metterà delle risorse, ma ci vogliono pubblico e privato, non posso credere che non ci sia una grande impresa interessata”, dice il ministro augurandosi “una gara virtuosa fra imprese italiane e straniere”.
Qualcuno si è fatto avanti, ma non posso dirlo”, aggiunge. Nel frattempo una mano la dà anche Sky Arte HD che ha realizzato uno spot in cui invita a fare donazioni per la Domus Aurea e il documentario “Domus Aurea – Il sogno di Nerone” che andrà in onda in prima assoluta alle 21 del 1 novembre. Voluta da Nerone dopo l’incendio del 64 d. C. e la costruzione della Domus Transitoria, opera degli architetti Severo e Celere e di Fabullus il pittore che dipingeva in toga, le pareti ricoperte di marmi pregiati, le volte decorate d’oro e pietre preziose, la Domus Aurea era in linea col piano neroniano di fare di Roma una città ellenistica, simile ad Alessandria.
Con la morte dell’imperatore venne depredata e cancellata, costruendovi sopra le grandi Terme di Tito e Traiano. Le fastose decorazioni a fresco rimasero nascoste fino alla scoperta degli artisti del Rinascimento che si calavano dall’alto nelle “grotte” per ammirare le decorazioni.
Aperta al pubblico dal ’99 al 2005 e poi a fasi alterne fino al crollo nel 2010, da domenica 26 ottobre durante i fine settimana la Reggia di Nerone si potrà vedere dalle 9,15 alle 15,45. Una visita di un’ora e un quarto, guida plurilingue, gruppi di massimo 25 persone e prenotazione obbligatoria.
“Questa è una storia straordinaria, tenace e silenziosa”, dice il ministro Dario Franceschini annunciando nella Sala Ottogana l’evento. E sottolinea come alla base ci sia il lavoro di decine di persone che hanno proseguito il restauro, hanno affrontato difficoltà operative e finanziarie e che oggi così facendo restituiscono al mondo la possibilità di capire cosa c’è di meraviglioso, unico e straordinario al centro di Roma. Qualcosa come 153 ambienti noti (altrettanti potrebbero essere da scavare), 16 mila mq di estensione del monumento, 30 mila mq di superficie a affresco e stucco. L’annuncio dell’apertura dei cantieri è l’occasione per lanciare una campagna di raccolta fondi indirizzata a tutti coloro che vogliono contribuire a conservare il monumento. E’ il “crowdfunding”, un innovativo motore di ricerca sviluppato a titolo gratuito da Electa, concessionario dei servizi aggiuntivi, per la raccolta di fondi on line a supporto del progetto Domus Aurea in applicazione del decreto Art Bonus. La decisione di aprire il monumento mira a rendere consapevole la gente del complesso progetto di manutenzione del palazzo imperiale più famoso dell’antichità.
“Il consolidamento è avanzato e va avanti il progetto del cantiere pilota”, dice Filippi ricordando che l’aspetto più delicato è il risanamento del giardino. Ma il progetto c’è, bisogna trovare i soldi. Il percorso di vista, si articola in quindici tappe e consente di accedere anche all’ala occidentale del padiglione, mai aperta al pubblico. Si potrà vedere come sono state messe in sicurezza le strutture architettoniche e cosa si sta facendo per gli apparati decorativi interni. Dal consolidamento delle murature utilizzando mattoni come quelli antichi, fatti a mano e cotti in forno a legna, al distacco degli affreschi in pericolo, quando le infiltrazioni d’acqua attraverso le radici degli alberi del giardino soprastante non consentono altro.
La visita che avviene mediante passerelle, si snoda lungo sale, triclini, ambienti minori e il grande criptoportico. Bisogna immaginarla inondata di luce, rivestita di marmi e di affreschi policromi inframmezzati da foglie d’oro e pietre preziose. A differenza delle grandi sale spogliate delle loro decorazioni, gli ambienti di passaggio conservano ancora gli affreschi di quarto stile pompeiano, molti con scene di teatro. Nell’ala occidentale mai aperta prima si ammirano la Sala della Volta Rossa, la Sala della volta Gialla con disegni a sanguigna forse di Pintoricchio che lascia la sua firma calandosi dall’alto estasiato nelle “grotte”. E la Volta Dorata che lo stesso pittore riprese in un soffitto per un palazzo di Siena (ora al Metropolitan di New York), riprodotta anche da Francisco de Hollanda in un acquerello. E ancora la Sala delle civette, il Ninfeo di Ulisse e Polifemo, la Sala di Achille a Sciro, il Peristilio con fontana, il grande Criptoportico dalle altissime volte che conserva spettacolari affreschi, rivelati da saggi di pulitura, e coperti da sali naturali.
Il microclima che si è creato con un tasso di umidità altissimo, fa sì che sia meglio non asportare i sali, almeno fino a quando non verranno risolti i problemi d’infiltrazione del giardino di Colle Oppio. Fulcro e cuore del padiglione la Sala Ottagona che doveva avere un arredo mobile, circondata da ambienti radiali e triclini e in cui erano esposte sculture come il Galata morente, il Galata suicida, che Nerone aveva prelevato dal Donario di Pergamo.
Non tanto l’apertura della Domus Aurea, si precisa, quanto l’apertura del cantiere, un’occasione per vedere lo stato dei lavori e che cosa resta ancora da fare. Il modo migliore per prendere coscienza di cosa è oggi e cosa ha significato nella storia l’unico edificio imperiale giunto fino a noi nella sua intatta monumentalità grazie alla “damnatio memoriae” voluta da Traiano che vi costruì sopra le sue Terme interrando il padiglione neronaiano e in questo modo contribuendo a preservarlo.

Info:
Roma, via Domus Aurea 1. Orari: tutti i weekend dalle 9.15 alle 15.45 con prenotazione obbligatoria. Partenza dei gruppi di massimo 25 persone ogni 15’. Prenotazioni e informazioni: tel. 06 – 39967700 e www.coopculture.it
Il blog www.cantieredomusaurea.it rende conto in maniera puntuale della progressione dei lavori e indica le modalità per contribuire.

Autore: Laura Gigliotti

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