Giuliano CONFALONIERI, Archeologia medievale.

Pubblicato il : 16 Novembre 2013

Il periodo medievale italiano ed europeo mostra i grandi fenomeni di un ricco passato storico: i mutamenti sostanziali nel commercio prima dell’avventura colombiana sono evidenziati dalle ricerche archeologiche che sottolineano le tipologie regionali, le modifiche cronologiche, i centri di produzione e le aree di diffusione.
Ducati, Contee, Baronie, Principati e Signorie indicano la frammentazione del potere politico ed economico dell’epoca. L’archeologia navale (dalle navi vichinghe scoperte in tumuli sommersi che hanno protetto il manufatto) ha probabilmente contribuito più di ogni altro settore a scrivere i trascorsi di civiltà ormai obsolete. Ė stato il ricupero dei reperti – spesso usati come corredo funebre dei condottieri conquistatori – a permettere lo studio dell’evoluzione umana. Anche gli scavi urbani hanno rilevato, dalle tombe e dai resti delle costruzioni, una precoce circolazione tra un mercato e l’altro permettendo così di addivenire ad importanti conclusioni sul  tempo trascorso.
Le prime organizzazioni statali – dall’Egitto alla Grecia a Roma antica – hanno stabilizzato un percorso informe fatto di modelli che sono serviti da basamento allo sviluppo delle grandi aree civilizzate.
Gli scavi diagnostici hanno supportato l’osservazione della trasformazione delle città tra antichità e Medioevo: il costante degrado dell’urbanizzazione per dare spazio ai nuovi insediamenti a causa del massiccio aumento della popolazione.
A Milano, in occasione degli scavi per le linee della metropolitana, si è potuta formulare l’evoluzione dei quartieri.
A Roma lo scavo della Crypta Balbi ha fornito diversi interessanti elementi per conoscere l’evoluzione della città nel corso dei secoli.
L’archeologia medievale – finanziamenti permettendo – rivive i grandi fenomeni storici del periodo con le indagini degli insediamenti abbandonati. Le caratteristiche dei siti e dei materiali ritrovati variano naturalmente da regione a regione, consentendo comunque un maggiore approfondimento delle particolarità oggettive e soggettive delle tradizioni archeologiche italiane. Sia nell’ambiente marino che terrestre, l’importanza primaria della ceramica – resistente al tempo ed agli agenti atmosferici – si è sempre resa utile anche per la datazione dei luoghi e per il ricupero di nozioni perdute: l’impasto di argilla con le forme più diverse e quindi cotto sembra risalga a tempi molto remoti per uso domestico od ornamentale.
Molto importante per i manufatti si è rivelata l’invenzione del tornio e l’uso appropriato del colore nei fregi a rilievo: la ceramica greca usava prevalentemente i colori rosso e nero con grande raffinatezza nella definizione del disegno (la scuola di Corinto si è imposta per molto tempo).
Intorno alla metà del I secolo a.C. iniziò in Italia la produzione di oggetti con decorazioni a rilievo, la ceramica islamica fu influenzata da varie tecniche del passato, la Cina produceva con tecniche meccaniche perfezionandosi fino a raggiungere un alto livello artistico nel vasellame. Successivamente il settore si diffuse aggiornandosi con nuovi preziosi modelli fino a raggiungere nel XIX secolo la produzione industrializzata. 

Autore: giuliano.confalonieri@alice.it

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