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ROMA. Tesori dei Faraoni. Dalle scuderie del Quirinale vola negli Stati Uniti.

Numeri da record ed una straordinaria partecipazione delle nuove generazioni. Con oltre 400.000 visitatori complessivi la mostra Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale, inaugurata il 24 ottobre 2025 e prorogata per oltre un mese considerato lo straordinario afflusso di visitatori, è stata una dei maggiori successi espositivi degli ultimi anni, tra le più visitate di sempre nella storia delle Scuderie del Quirinale.
Particolarmente significativo il coinvolgimento del pubblico più giovane, con circa 60.000 tra studentesse e studenti che hanno visitato la mostra, di cui oltre 40.000 provenienti dalle scuole primarie. Senza dimenticare che il 20% del pubblico non scolastico aveva meno di 30 anni. Nel complesso, il 60% dei visitatori è arrivato da Roma e dal Lazio, mentre il 40% dal resto d’Italia e dall’estero. Numeri, questi, che testimoniano quanto la mostra sia stata capace di coniugare valore scientifico, attrattività culturale e divulgazione.
A tracciare un bilancio dei risultati raggiunti dalla mostra sono stati oggi, alle Scuderie del Quirinale, Fabio Tagliaferri, Presidente di Ales S.p.A, Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale, e di Simone Todorow, Amministratore Delegato di MondoMostre, che hanno anche annunciato anche il prossimo tour internazionale della mostra, che vedrà I Tesori dei Faraoni protagonisti negli Stati Uniti.
“Registrare 400.000 visitatori è un’emozione immensa. Ma la vita di questa esposizione non si esaurisce a Roma. I Faraoni volano oltreoceano, a San Francisco e Fort Worth; e da oggi le mostre delle Scuderie del Quirinale ‘Barocco globale’ e ‘Napoli Ottocento’ diventano permanenti grazie al nuovo Virtual Tour, frutto di un investimento rigoroso nella gestione dei diritti per offrire un’esperienza immersiva totale a studenti, studiosi e appassionati di tutto il mondo” ha detto Fabio Tagliaferri, Presidente di Ales S.p.A.

Dopo la chiusura romana del 14 giugno 2026, il progetto espositivo debutterà oltreoceano con due tappe di assoluto rilievo:
de Young Museum, San Francisco: 1° agosto 2026 – 31 gennaio 2027
Il de Young Museum è una delle istituzioni culturali più importanti della West Coast americana, parte dei Fine Arts Museums of San Francisco. La presentazione californiana è la prima tappa nordamericana della mostra ed è co-organizzata dai Fine Arts Museums of San Francisco insieme al Kimbell Art Museum, al Ministero del Turismo e delle Antichità della Repubblica Araba d’Egitto e al Supreme Council of Antiquities, in collaborazione con Ales S.p.A. e MondoMostre. Il pubblico di San Francisco potrà ammirare l’intero nucleo scientifico della mostra: i 130 manufatti presentati a Roma, inclusi pezzi che faranno per la prima volta la loro comparsa in Nord America.

Kimbell Art Museum, Fort Worth (Texas): 14 marzo – 19 settembre 2027
Il Kimbell Art Museum di Fort Worth è tra le più autorevoli istituzioni museali americane, ospitato in un edificio del 1972 progettato da Louis I. Kahn — considerato uno dei capolavori dell’architettura moderna — e in un padiglione del 2013 firmato da Renzo Piano. Il museo è internazionalmente riconosciuto per la qualità della sua collezione permanente, che include opere di Michelangelo, Caravaggio, Velázquez, Monet e Picasso. La presentazione texana si svolgerà nel Renzo Piano Pavilion.

La mostra si articola in sei sezioni tematiche — I Tesori dei Faraoni; Le persone attorno ai Faraoni; Religione e credenze; La vita quotidiana; La Città d’Oro; Morte e aldilà — offrendo una visione a 360° della civiltà egizia, dalla magnificenza del potere regale alla quotidianità degli artigiani.
Tra le opere più attese nelle sale americane: la maschera funeraria d’oro di Amenemope, il sarcofago di Tuya, la Triade di Micerino in scisto scolpito. Per il pubblico nordamericano sarà la prima occasione di vedere gli straordinari reperti della Città d’Oro di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass — oggetti mai esposti prima sul continente americano.

Tesori dei Faraoni ha portato a Roma una selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti esposti per la prima volta fuori dall’Egitto. Curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, la mostra è prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo e delle Antichità d’Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e con la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino.
Il progetto è stato realizzato grazie al fondamentale sostegno dei Main Sponsor Intesa Sanpaolo ed ENI, del Vettore Ufficiale EgyptAir e dei partner Cotral, Urban Vision Group, Ferrovie dello Stato Italiane e Vivaticket.
La mostra è stata inoltre accompagnata da un articolato programma editoriale, realizzato con Allemandi, con catalogo e guide curate da Zahi Hawass, e da un calendario di incontri e approfondimenti sviluppato in collaborazione con il Dipartimento SARAS della Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma. L’esperienza di visita è stata arricchita da un sistema di audioguide incluso nel biglietto, con la voce di Roberto Giacobbo per la versione italiana e dello stesso Zahi Hawass per quella inglese, a conferma della particolare attenzione dedicata alla divulgazione e all’accessibilità dei contenuti.
Il percorso ha attraversato lo splendore delle élite egizie attraverso ori e corredi funerari (il sarcofago di Psusennes I, la Collana delle Mosche d’oro), le pratiche rituali del passaggio verso l’aldilà (il monumentale sarcofago di Tuya, gli shabti, i vasi canopi), la quotidianità della regalità e dei suoi servitori, i reperti della Città d’Oro di Amenofi III scoperti nel 2021 da Zahi Hawass, fino alle espressioni più alte dell’arte faraonica: la Hatshepsut in atto d’offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino e la splendida maschera d’oro di Amenemope. In chiusura, la Mensa Isiaca del Museo Egizio di Torino ha riannodato il filo simbolico tra Egitto e Roma.

Inclusione e audience development. Il Virtual Tour trasforma un evento temporaneo in un patrimonio permanente e accessibile. Raggiunge chi non ha potuto visitare la mostra fisicamente, studenti e universitari in tutta Italia, ricercatori internazionali, utenti con difficoltà di spostamento: un audience development concreto, che supera i confini geografici e temporali dell’esposizione. Per una sede come le Scuderie del Quirinale, il Virtual Tour diventa anche un elemento qualificante dell’identità culturale dell’istituzione, a testimonianza dell’attenzione alla valorizzazione digitale e alla conservazione della memoria espositiva.

Info:
Ales | Nicoletta Ciardullo | n.ciardullo@ales-spa.it | 337 1306538 | 06 48777238
Maim | stampa@maimgroup.com | Valeria Calicchio 347 1739345 | Marco Ciaffone 347 2861265

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