ROMA. Sotto l’Ufficio Geologico spunta il tempio dei Re.

Pubblicato il : 2 Novembre 2013
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20131016 tempioA Roma il sottosuolo riesce ancora a sfoderare effetti sorpresa da matrioska. Un tesoro che racchiude un altro tesoro.
Quasi un’ebbrezza della scoperta, quella che hanno riservato i sotterranei dell’ex Regio Ufficio Geologico di largo Santa Susanna. Sotto Palazzo Canevari (dal nome del suo progettista Raffaele Canevari, nel 1879) sono riaffiorate le poderose mura di un tempio databile al VI secolo a.C.
Un complesso monumentale risalente all’età dei Re di Roma e che si estendeva sul Quirinale. Il bello è che i preziosi resti si sono conservati per secoli perché protetti nel terreno dell’orto del seicentesco convento di Santa Maria della Vittoria, l’attigua chiesa barocca.
Tutto è cominciato nel 2003. Scavando sotto il grande salone tenuto a battesimo nel 1895 da re Umberto I, riaffiorarono i primi reperti. Subito partirono gli scavi di archeologia preventiva della Soprintendenza di Roma e l’allora soprintendente Adriano La Regina ottenne (2004) il vincolo. Le indagini, poi, sono continuate per fasi discontinue. E oggi la scoperta verrà presentata a Palazzo Massimo dal gruppo di ricerca.
«Le poderose file di blocchi in tufo ci consentono oggi di identificare un tempio rettangolare con una cella e due grandi corridoi laterali – racconta Mirella Serlorenzi, direttore scientifico dello scavo – Aveva la fronte di 25 metri e una lunghezza di almeno 35, mentre la cella era larga circa sette metri e mezzo».
Era dedicato ad una sola divinità. Dal periodo arcaico, il tempio registra un grande restauro tra IV e III secolo a.C. L’ampiezza della struttura è testimoniata da altri ritrovamenti.
«Al tempio sembra ricollegarsi una stipe, cioè una fossa di oggetti votivi scavata alla fine dell’800 sotto la scalinata di Santa Maria della Vittoria», avverte la soprintendente Mariarosaria Barbera. Ma la storia va ancora più indietro.
Al di sotto dei muri, una fossa circolare ha restituito una sepoltura del VII secolo a.C.
«All’interno di un’urna era conservato lo scheletro di un infante perinatale, di un’età compresa tra due mesi prima e due mesi dopo la nascita. Cioè un feto o un neonato – racconta l’antropologa Paola Catalano – La stima dell’età della morte è stata determinata in base al grado di sviluppo dei denti decidui e dalla dimensione delle ossa lunghe. Per bambini così piccoli non si può determinare il sesso, invece. E non abbiamo nessun segno che attesti un sacrificio umano».
La Soprintendenza ha già pronto il progetto di valorizzazione per 500 metri quadrati di percorso. Palazzo Canevari, ex bene demaniale, di proprietà ora della società Residenziale Immobilire 2004 spa, è in vendita. Spetterà al nuovo proprietario mettere in opera il piccolo grande museo.

Autore: Laura Larcan

Fonte: www.ilmessaggero.it/roma, 16 ott 2013

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