ROMA: Apollo di Veio – Il restauro.

Pubblicato il : 17 Gennaio 2006

Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

La statua in terracotta policroma dell’Apollo di Veio, capolavoro dell’arte etrusca della fine del VI secolo a.C. conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, viene presentata al grande pubblico al termine di un accurato intervento di restauro durato circa sei mesi.

Com’è noto l’Apollo ornava, insieme ad altre statue tutte a grandezza superiore o pari al vero, la trave di colmo del tetto del tempio in località Portonaccio a Veio, nel santuario dedicato a Minerva, uno dei più venerati d’Etruria. Alloggiate su alte basi a “sella” variamente dipinte le statue, in numero forse di dodici, si ergevano in funzione di acroteri a circa dodici metri di altezza. Anche se realizzate isolatamente, illustravano in sequenza eventi mitici greci, almeno in parte collegati con il dio Apollo. La statua del dio era collocata a fronte di quella di Eracle (Ercole) formando un gruppo che raffigurava la contesa tra lui e l’eroe per il possesso della cerva sacra di Delfi dalle corna d’oro, una delle fatiche compiute dall’eroe prima della sua apoteosi tra gli dei dell’Olimpo. Collegata al gruppo doveva essere anche la statua di Hermes (Mercurio) di cui restano la splendida testa e forse parte del corpo.

Lo stile dell’Apollo risente di quel gusto ionico “internazionale” che caratterizza la cultura artistica, non solo etrusca, del periodo tardo arcaico (ultimi decenni del VI secolo a.C.), ma il risultato raggiunto tocca livelli espressivi altissimi. L’autore delle statue è identificabile con quel “Veiente esperto di coroplastica” cui Tarquinio il Superbo commissionò la quadriga acroteriale del tempio di Giove Capitolino inaugurato nel 508 a.C.. Si tratta certamente del massimo rappresentante di quella celebre bottega di coroplasti veienti, ricordata dalle fonti, fondata da Vulca.

La statua dell’Apollo venne ricomposta nel 1919, immediatamente dopo la sua scoperta avvenuta nel 1916, assemblando i numerosi frammenti, e nel tempo è stata oggetto solo di limitate operazioni di pulitura. Essa infatti, prima dell’attuale restauro, si presentava con le superfici divenute opache e grigiastre dall’uso ripetuto di cere e di sostanze grasse. Riemergono ora i cromatismi originari che tanta meraviglia avevano suscitato all’epoca della scoperta: il rosso violaceo del volto e il crema delle vesti sottolineate nelle pieghe del panneggio da sottili linee di colore bruno. La prepotente individualità stilistica dell’opera, straordinaria nella resa del movimento e nella incisività dei dettagli, riaffiora in tutta la sua evidenza.

Il restauro è stato preceduto da una serie di indagini scientifiche, tese ad una più approfondita conoscenza tecnica dell’opera. Oltre alla fotogrammetria, sono state eseguite analisi endoscopiche che, insieme alle radiografie, hanno fatto luce sul sostegno portante in ottone utilizzato nella ricomposizione della statua del 1919; la fluorescenza a raggi X, volta a riconoscere la tipologia del colore, ha rivelato la presenza esclusiva di ossidi minerali. Inoltre si è stabilito che la cottura della statua è avvenuta in un’unica soluzione, a conferma delle grandi capacità tecniche e creative del coroplasta.

Il restauro, svolto in un cantiere appositamente creato all’interno del complesso monumentale di Villa Giulia nella sala affrescata dello Zodiaco posta al livello inferiore del Ninfeo, ha permesso ai visitatori del museo di seguire le fasi del lavoro in maniera suggestiva attraverso un vetro di protezione. Per diverse settimane poi, su iniziativa della redazione di Culturalweb, quotidiano di informazione dei Beni Culturali, l’occhio discreto di una network camera ad alta risoluzione ha “indagato” quotidianamente l’opera di restauro.

A questo restauro sponsorizzato dalla FIT, farà seguito nel prossimo anno quello della statua dell’eroe Eracle (Ercole). Successivamente, il complesso delle statue veienti tornerà a far mostra di sé in un nuovo e assai più ampio allestimento degli spazi espositivi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dedicato alle antichità dell’importante centro etrusco.

Anna Maria Moretti, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale
Francesca Boitani, Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e direttore del restauro
Tuccio Sante Guido, restauratore
Maurizio Diana, indagini scientifiche

Marco Sala, Relazioni Esterne del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Sabrina Consolini, Eventi e sponsorizzazioni FIT

Federazione Italiana Tabaccai, sponsor – tel. 06.36084338; fax 06.3208571

Info:
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia – Piazzale di Villa Giulia 9 – tel. 06.3226571; fax 06.3202010
Orario: tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30 ; chiuso il lunedì, 1 gennaio e 25 dicembre,
Biglietto: intero € 4,00; gratuito fino a 18 anni e oltre 65; metà prezzo tra 18 e 25 anni
La visita all’Apollo è compresa nel costo del biglietto

Conclusi i lavori di restauro della statua policroma dell’Apollo di Veio, uno dei tesori del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Si sono concluse le operazioni di restauro della stupenda statua in terracotta policroma raffigurante il dio Apollo, del VI secolo a.C, proveniente da Veio e conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma.

La statua acroteriale in terracotta policroma dell’Apollo di Veio, risalente alla fine del VI secolo a.C. e conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, viene presentata al grande pubblico al termine di un accurato intervento di restauro.

La statua rinvenuta durante gli scavi nel più famoso santuario di Veio fu ricomposta negli anni immediatamente successivi alla sua scoperta del 1916 assemblando i numerosi frammenti e nel tempo è stata oggetto solo di limitate operazioni di pulitura. L’Apollo infatti, prima dell’attuale intervento, si presentava con le superfici divenute opache e grigiastre dall’uso ripetuto di cere e di sostanze grasse mentre le condizioni strutturali risultavano buone.

Riemergono ora i cromatismi originali che tanta meraviglia avevano suscitato all’epoca della scoperta: il rosso violaceo del volto e il crema delle vesti sottolineate nelle pieghe del panneggio da sottili linee di colore bruno. La prepotente individualità stilistica dell’opera, straordinaria nella resa del movimento e nella incisività dei dettagli, riaffiora in tutta la sua evidenza dando all’Apollo quella potenza espressiva che lo ha reso unico.

Il restauro, sponsorizzato dalla FIT (Federazione Italiana Tabaccai) è stato affidato dal Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Etruria meridionale Anna Maria Moretti al restauratore Sante Guido, sotto la Direzione scientifica di Francesca Boitani, Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’équipe dell’ENEA Beni Culturali diretta da Maurizio Diana ha coordinato l’ampio programma di indagini scientifiche, relizzate prima e durante le fasi del restauro, mirato ad una più approfondita conoscenza tecnica dell’opera.

Il restauro che si è svolto in un cantiere appositamente creato all’interno del complesso monumentale di Villa Giulia, nella sala affrescata dello Zodiaco posta al livello inferiore del Ninfeo sotto la loggia dell’Ammannati, ha permesso ai visitatori del museo di seguire le fasi del lavoro in maniera suggestiva attraverso un vetro di protezione. Per diverse settimane poi, su iniziativa della redazione di Culturalweb, quotidiano di informazione dei Beni Culturali diretto da Maurizio Pizzuto, l’occhio discreto di una network camera ad alta risoluzione ha “indagato” quotidianamente l’opera di restauro.

A questo intervento di restauro dell’Apollo farà seguito nei prossimi mesi, sempre grazie alla disponibilità della FIT, quello della statua dell’eroe Eracle (Ercole) con la quale Apollo formava un gruppo collocato, insieme ad altre statue, sulla sommità del tetto del tempio, ad oltre dodici metri d’altezza. Com’è noto il gruppo raffigurava un mito greco piuttosto raro, quello della contesa tra il dio e l’eroe per il possesso della cerva sacra di Delfi dalle corna d’oro, una delle fatiche compiute da Ercole prima della sua apoteosi tra gli dei dell’Olimpo.

Presto l’Apollo tornerà a far mostra di sé in un nuovo e assai più ampio allestimento degli spazi espositivi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dedicato alle antichità di Veio.

Marco Sala

Mail: fit.eventi@tabaccai.it
Cronologia: Arch. Italica
Link: http://www.apollodiveio.it

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