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POZZUOLI (Na). L’antica rocca del Rione Terra svela i suoi tesori archeologici.

Tutela assoluta della Cultura e, con essa, di centinaia quanto singolari scrigni del passato, da preservare e riqualificare. Costi quel che costi e, nel caso di cui trattasi, grazie soprattutto ai depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli, situati all’interno di due dei 15 serbatoi storici, progettati dall’ingegnere Luigi Nervi negli anni ’30.
Ospitano oltre 12.000 casse di reperti e circa 1.300 elementi marmorei. Questi spazi straordinari non sono visitabili liberamente ogni giorno, ma aprono al pubblico periodicamente, come già avvenuto anche tra gli inizi e la metà del corrente mese di giugno, in occasione di eventi culturali straordinari e visite guidate, organizzati dal Ministero della Cultura.
Cosa contengono: Reperti mobili e materiale architettonico di pregio che testimoniano la storia millenaria della colonia romana di Puteoli.
Struttura: Gli spazi espositivi sono ricavati all’interno degli ex serbatoi di kerosene, autentici capolavori di ingegneria della prima metà del ‘900. Visite: Le aperture avvengono solitamente su prenotazione obbligatoria e per piccoli gruppi contingentati. Per verificare le date dei prossimi turni disponibili, puoi consultare l’apposita sezione Eventi sul Portale Ufficiale del Ministero della Cultura (MiC).
Per un’esperienza immersiva immediata, è possibile esplorare tutti i giorni l’immenso Percorso Archeologico Sotterraneo, il cui cammino permette di passeggiare tra le antiche tabernae, i granai e le strade dell’antica colonia romana, ovvero Puteoli, fondata nel 194 avanti Cristo e divenuta presto porto commerciale di Roma.
Il percorso è situato sotto la rocca di tufo che domina il golfo di Pozzuoli, tra Nisida e Baia, e si sviluppa lungo gli assi principali della città romana, cardini e decumani. Il visitatore, passeggiando lungo le strade dell’antica Puteoli, verrà affascinato dall’architettura dei numerosi edifici, dai depositi di grano, dal forno per la lavorazione e la cottura del pane (pistrinum), con le macine quasi intatte, dai criptoportici, dalle botteghe e dai magazzini. Il percorso archeologico è arricchito da installazioni multimediali, che guidano il pubblico alla scoperta delle attività che vi si svolgevano.
“Panorama Pozzuoli” è un progetto di ITALICS, con la collaborazione ed il sostegno della Regione Campania e di Scabec, a valere sui Fondi Coesione Italia 21/27. Un evento espositivo diffuso e site-specific, che mette in dialogo nuove produzioni contemporanee con capolavori di arte antica, animando luoghi e comunità dei Campi Flegrei. Un connubio tra antico e contemporaneo, ricco di fascino.
L’area del Foro dell’antica Puteoli, costruito su una grande terrazza panoramica di fronte alla rocca del Rione Terra, venne individuata nell’Ottocento grazie al rinvenimento di alcune iscrizioni, una delle quali faceva appunto riferimento al Forum Transitorium. Nel sito sono stati poi identificati, una serie di botteghe ed un ninfeo monumentale in opus latericium, davanti al quale si apriva una piazza basolata, delimitata da un portico con colonne e pavimento in marmo.
Alla fine del Novecento sono venute alla luce anche botteghe tardo-antiche, obliterate da una massicciata costruita con elementi architettonici in marmo, reimpiegati. Abbandonato dopo il IV secolo d.C., il Foro fu coperto da una strada e da strati di sabbia e pozzolana.
Panorama Pozzuoli. La quinta edizione del progetto di ITALICS, tenutasi dal 10 al 14 settembre 2025, con il sostegno della Regione Campania e di Scabec, si è conclusa con oltre 14.000 visitatori. 45 gallerie e 47 artisti, che hanno fatto dialogare arte antica, moderna e contemporanea con città, paesaggio e comunità, trasformando la città ed i Campi Flegrei in un grande museo a cielo aperto. La rassegna ha intrecciato divinità e creazione, memoria e urgenze del presente, all’interno di un territorio dove mito, storia e natura convivono da millenni. Il tema scelto per questa edizione è stato la “divinizzazione”, interpretata come chiave per collegare epoche, linguaggi e sensibilità differenti.
Dalle antiche forme di culto alle visioni contemporanee, l’arte si è fatta strumento di connessione tra memoria, archetipi e assoluto, restituendo uno sguardo nuovo su Pozzuoli e sui Campi Flegrei. Durante i cinque giorni di manifestazione, Pozzuoli si è trasformata in un museo diffuso. Luoghi iconici e spazi inediti hanno accolto il pubblico: dall’Anfiteatro Flavio al Rione Terra, dal Parco archeologico di Cuma al Macellum/Tempio di Serapide, fino al Lago d’Averno, alla Solfatara, alla Piscina Mirabilis ed al Parco sommerso di Baia.
Ogni sito ha offerto una prospettiva unica sulla forza di un territorio dove mito e geografia si fondono.
Il Public Program: Un ricco calendario che ha rafforzato il legame con la comunità locale, coinvolgendo residenti, scuole e visitatori in un’esperienza corale e partecipata, oltre a saper confermare quanto la cultura possa essere motore di sviluppo, coesione e identità per i territori.
Si riaccendono i riflettori, si riapre, dunque, svelando -anche in questa circostanza- tesori archeologici ben conservati e custoditi, la cui attenta visione lascerà semplicemente increduli. Altro che uno sguardo al passato, fine a se stesso.

Autore: Gennaro D’Orio – doriogennaro@libero.it

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