Archivi

ROMA. La fermata metropolitana C premiata come “nuova attrazione turistica”.

La fermata metropolitana C a Roma è premiata come “nuova attrazione turistica” dalla BBC. Un lungo racconto del viaggio di un giornalista in un passato visibile in un luogo dove nessuno se lo aspetta.
“Questa fermata della metropolitana è la nuova attrazione di Roma antica”. Inizia così l’articolo a firma di Eric J Lyman, pubblicato sul canale travel della BBC lo scorso 9 aprile, British Broadcasting Corporation, il principale ente radiotelevisivo pubblico del Regno Unito. A cosa si riferisce il giornalista? Alla fermata C, Colosseo-Fori Imperiali inaugurata a fine 2025. Di fatto un museo sotterraneo con reperti, resti di edifici e ricostruzioni multimediali.

L’immagine di apertura è fortemente evocativa: le scale mobili sullo sfondo e la maestosità delle rovine in primo piano. Anche la didascalia sotto la fotografia premia la fermata C come attrazione turistica di prestigio: “I lavori di costruzione della linea C della metropolitana di Roma hanno portato alla luce spettacolari rovine romane e le sue nuove ‘archeologie-stazioni’ offrono ai visitatori un modo completamente nuovo di scoprire l’antico passato della città”.

Il giornalista racconta di essersi fatto strada tra le code di turisti che affollano monumenti come il Colosseo e di essere entrato nella stazione della metropolitana Colosseo-Fori Imperiali. Scrive il giornalista: “Mentre scendevo le scale mobili sottoterra, la folla è svanita”. E aggiunge: “Mi trovavo faccia a faccia con il glorioso passato della città”. Racconta di aver visto una collezione di ceramiche antiche dietro una teca di vetro. Poi racconta di aver ammirato i resti di un bagno romano, sottolineando che non era un museo ma la nuova stazione metropolitana di Roma, con un ingresso che è costato 1,50 €.
Il giornalista spiega anche gli scavi. Viene sottolineato che a Roma bisogna prestare molta attenzione agli scavi: “Ogni volta che gli operai iniziano a scavare, rischiano di imbattersi in antiche rovine, il che richiede meticolosi scavi. I lavori procedono a rilento, spesso deviati o sospesi a tempo indeterminato”. Viene poi spiegato che la costruzione della metro C è in corso da quasi vent’anni e che riporta alla luce sempre più reperti dell’antica Roma. In effetti, la metro C è in costruzione dal 2007 e non ancora interamente completata. Taglia la città da nord-ovest, nel quartiere Della Vittoria, alla periferia est estendendosi oltre il Grande Raccordo Anulare per una lunghezza totale di circa 25,6 km e 30 stazioni passando per il centro storico della Capitale. L’opera non è ancora completata del tutto.

Durante la costruzione delle sue nuove fermate, sono stati scoperti antichi pozzi romani, una fattoria, caserme militari, una casa di 16 stanze e oltre mezzo milione di reperti minori come ceramiche, monete e gioielli, risalenti per lo più al periodo compreso tra il VII secolo a.C. e il V secolo d.C. Solo per citare qualche esempio, si ricordi il ritrovamento di altri due edifici adiacenti al dormitorio della caserma romana emersa nella primavera del 2016 e che sono ritenuti parte del complesso militare, poiché formano due ali al dormitorio e appaiono costruite in età adrianea (inizi del II secolo d.C.). Uno è stata denominata la domus del comandante: un edificio rettangolare di circa 300 mq, con 14 ambienti. Il secondo è un’area di servizio, con vasche e sottostanti complesse canalizzazioni idriche. Di particolare importanza è il rinvenimento di elementi lignei: sia resti delle cassaforme utilizzate per edificare le fondazioni dei muri (tavole e ritti ritrovati ancora in situ sulle fondazioni), sia elementi di carpenteria (tavole, travi, travetti) accatastati o buttati al fondo di fosse. Il rinvenimento di elementi lignei è molto raro per Roma.
Nel settembre 2025, durante le attività in corso presso stazione Venezia è emerso un un piccolo vaso in terracotta contenente tre medaglie commemorative in bronzo del 1465, che raffigurano papa Paolo II. Il tesoro è stato recuperato nelle fondamenta originali del Palazzetto Venezia, costruito nel 1467 proprio per volere del pontefice. Secondo la Soprintendenza Speciale di Roma, impegnata nel coordinamento dello scavo archeologico di stazione, le medaglie furono probabilmente deposte come gesto augurale durante la costruzione, una pratica comune nel Rinascimento.

Continua il giornalista: “A differenza dei reperti esposti, le stazioni archeologiche della Metro C sono eleganti e moderne (il treno stesso è senza conducente). Mentre si percorrono le tre rampe di scale mobili della stazione di San Giovanni, delle cronologie illustrate sulle pareti accompagnano la discesa fino a 27 metri di profondità. I ​​visitatori incontrano indicatori che mostrano la profondità geologica dalla città attuale al periodo medievale, poi indicatori che mostrano i periodi imperiale e repubblicano, fino ad arrivare agli strati paleolitici, evidenziando lungo il percorso momenti importanti della storia architettonica di Roma. È possibile scendere a qualsiasi piano della stazione per ammirare i reperti rinvenuti durante gli scavi, ciascuno esposto al livello corrispondente allo strato geologico in cui è stato trovato”.

Il giornalista prosegue raccontando il suo percorso: “Mi sono fermato al piano intermedio, il livello della superficie durante il periodo imperiale romano, ora sepolto in profondità. Sotto quello che oggi è il quartiere residenziale di San Giovanni, sono esposte una serie di tubature in argilla e piombo, collegate al bacino idrico e al sistema di irrigazione che un tempo occupavano il sito. Mi sono soffermato a esaminare una teca di monete di bronzo del III secolo d.C., poi ho osservato una collezione di fregi marmorei tardo antichi. Tra i reperti sono disseminate installazioni multimediali; un video in loop mostra che qui sorgeva un pescheto nel I secolo d.C. e che al livello più basso della stazione – dove ora passano i treni – sono state scoperte tracce di vita umana primitiva. Vasi da giardino in argilla e attrezzi agricoli sono esposti in una teca”.
Il giornalista racconta di essere sceso ancora e di essersi trovato di fronte a tre antichi pozzi. Gli oggetti ritrovati al loro interno, come ceramiche o corna di animali intagliate, sono racchiusi in una teca. Ancora si parla di oggetti di uso quotidiano, come coltelli, resti di un pavimento a mosaico, frammenti di statue romane e resti di un bagno termale, con una vasca per immersione in acqua fredda e la stanza del sudore. Il giornalista spiega che si ritiene che il bagno facesse parte di una struttura residenziale risalente al periodo imperiale. Le strutture idrauliche sono ancora visibili e un video mostra come poteva apparire la struttura migliaia di anni fa, prima che la residenza venisse distrutta dall’incendio di Nerone del 64 d.C.

L’articolo prosegue con testimonianze dei turisti e conclude con la precisazione dei lavori ancora in corso per la fermata di Porta Metronia, la cui inaugurazione è prevista a giugno.

Immagine in evidenza tratta dal sito https://metrocspa.it/

Autore: Sara Debora Riboldi

Fonte: www.quotidianoarte.com 17 apr 2026

Segnala la tua notizia