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Mario Zaniboni. Rune sul coltellino di ferro.

Quando si va cercare e scavare nei siti che appartengono al passato, può capitare di trovare cose molto interessanti sia per la loro essenza, sia perché offrono la possibilità di aprire uno squarcio in ciò che nasconde quanto esse abbiano rappresentato per i popoli che le possedevano.
È ciò che è successo, fra i tantissimi casi, presso Odense in Danimarca, in un sito dove, sotto una tomba a urna, è stato rinvenuto un coltellino di ferro di 2.000 anni fa, lungo 8 centimetri, sul quale con la pulitura si sono scoperti cinque caratteri (rune), alti mezzo centimetro e riportanti tre scanalature.
Secondo il parere degli studiosi, quell’iscrizione significa “hirila”, cioè “piccola spada” nell’antico alfabeto delle popolazioni germaniche. Questa è la più antica iscrizione runica reperita in Danimarca, insieme con quella iscritta su un pettine d’osso venuto alla luce nel 1865.
Si trattò del ritrovamento di un oggetto costruito addirittura 800 anni prima delle pietre di Jelling Stones dello Jutland, storicamente famose, tanto da essere ricordate, talora, con la definizione di “certificato di nascita della Danimarca”, giacché fanno riferimento a quanto di buono ha fatto il re Harald Bluetooth ed alla presenza di Cristo in quel Paese. Su ciò è stato fatto il punto dal The Heritage Daily.
Le rune erano segni grafici utilizzati dai popoli germanici e scandinavi, prima che giungesse da loro l’alfabeto latino, e sono un aiuto nella comprensione della prima lingua scritta, che veniva parlata nella Danimarca nell’età del ferro, vale a dire a partire dal XIII secolo a.C. per quanto attiene all’area del Mare Mediterraneo e nell’intervallo fra il IX e l’VIII secolo a.C. per l’Europa del Nord.
Un interessante giudizio è stato espresso da Lisbeth M. Imer, un’archeologa danese, curatrice e runologa presso il Museo Nazionale di Danimarca, il cui compito è quello di occuparsi degli scritti di natura culturale (in particolar modo delle rune, delle pietre con scritti runici, delle iscrizioni runiche vichinghe e groenlandesi). Testualmente ha detto: “È incredibilmente raro trovare rune così antiche come su questa lama, ed è un’opportunità unica per saperne di più sulla prima lingua scritta della Danimarca che era effettivamente parlata nell’età del ferro”.
A proposito di queste rune, c’è da dire che all’epoca della loro nascita l’istruzione era poco diffusa, per cui c’è da ritenere che allora esistesse un primo e raro gruppo di persone che fungevano da scribi le cui tracce, secondo Archeonews, sono state individuate nell’isola di Fionia. Questo tipo di documento proveniente dal passato lo si trova anche e solamente in un piccolo pettine d’osso, la cui nascita è stata stimata nel 150 d.C. circa, reperito nella parte occidentale di Odense a Vimosen: su questo è l’iscrizione “harja”.
Naturalmente quel coltello, unitamente a tanti altri manufatti, è esposto nel Museo Møntergarden di Osense, messo a disposizione dell’attenzione di visitatori e di ricercatori, offrendo loro la possibilità di conoscere sempre di più il passato della Danimarca, attraverso la sua voluminosa e interessante ricchezza archeologica.

Autore: Mario Zaniboni – zamar.22blu@libero.it

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