PERGOLA (PU). I bronzi di Pergola. Una storia infinita all’italiana.

Pubblicato il : 31 Maggio 2012
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I Bronzi Dorati devono rimanere a Pergola per diversi motivi.
“L’unico gruppo scultoreo di epoca romana in bronzo dorato pervenuto ai nostri giorni è quello di Pergola, Comune con meno di 7.000 abitanti nella provincia di Pesaro-Urbino. Il loro ritrovamento risale al lontano 1946 ad opera di alcuni contadini del luogo che rinvennero le statue in località Santa Lucia di Calamello. Fin da allora fu subito riconosciuto ai reperti l’elevato valore storico e artistico che meritavano, tanto che furono esposti al Museo archeologico Nazionale delle Marche sito in Ancona. Il gruppo scultoreo, costituito da due figure femminili e da due cavalieri a cavallo è stato inoltre sottoposto negli anni a due restauri che hanno consentito di ricomporne la struttura, mentre gli studiosi hanno potuto avanzare l’ipotesi relativa alla datazione che si aggira in età cesariana tra il 50 e il 30 a.C. Successivamente al secondo restauro, nel 1988, i bronzi di Pergola furono dati in prestito dal Museo di Ancona al Comune di provenienza, dove sono infine rimasti. Da allora ne è nata una diatriba arrivata fino ad oggi, quando il Ministero per i Beni e le attività culturali ha stabilito che i bronzi venissero restituiti al Museo archeologico nazionale del capoluogo marchigiano, sede della “collezione archeologica più importante del territorio”. Dinanzi a tale perentoria direttiva la cittadinanza di Pergola, con a capo il sindaco Francesco Baldelli, ha reagito minacciando le barricate e, a dar loro man forte, è intervenuta la Provincia nella persona dell’assessore alla cultura Davide Rossi. Il primo cittadino di Ancona, Fiorello Gramillano, ha invece accolto con intuibile favore la decisione del Ministero e l’ha sostenuta ritenendo che “le opere d’arte appartengono alla collettività degli appassionati d’arte e delle persone di cultura. La loro destinazione è quella che consente una migliore e più ampia fruizione pubblica”.
Si è riaperta così una spaccatura che pareva sopita: da un lato Pergola, il sistema turistico e la Confesercenti provinciale di Pesaro-Urbino, insieme al critico d’arte Vittorio Sgarbi che, durante la sua permanenza al dicastero aveva favorito la situazione di fatto per i bronzi contesi, mentre dall’altro schieramento c’è il Ministero, con la città di Ancona.
Il sindaco di Pergola, Francesco Baldelli, oltre a voler difendere un patrimonio locale, da cui il piccolo centro non intende separarsi, sostiene anche la sua causa muovendo da considerazioni di carattere puramente pratico e materiale: pare infatti che il suo Comune abbia investito ben 3 milioni e 800 mila euro, in aggiunta al milionr di euro messo a disposizione dalla Provincia, per realizzare il Museo diffuso del centro storico, la cui punta di diamante è rappresentata proprio dal Museo dei Bronzi Dorati, dove albergano appunto le famose sculture.
Oltre al denaro pubblico speso per dar lustro ai bronzi, cui avranno fatto seguito investimenti di privati con imprese ricettive e turistiche legate a tale preziosa attrazione, la permanenza del gruppo scultoreo a Pergola rientrerebbe anche in un’ottica volta a rivitalizzare il territorio italiano con tutti i suoi piccoli borghi, proprio attraverso la valorizzazione dei tesori che gli appartengono. Considerando poi che Pergola dista circa un’ora e mezza da Ancona, la visita al suo Museo dei Bronzi potrebbe rappresentare solo un ulteriore incentivo a far sì che i turisti prolunghino il loro soggiorno nelle terre marchigiane. E poi come negare il maggior apprezzamento nel poter ammirare un reperto nel suo ambiente d’origine, che ne favorisce anche la comprensione del valore culturale?
I bronzi di Riace, la Dea di Morgantina, per il cui rientro nella città di appartenenza tanti sforzi sono stati fatti, il Satiro Danzante di Mazzara del Vallo, fanno tutti parte di un eccezionale patrimonio che appartiene all’Italia tutta, ma che è giusto restino nei luoghi dove sono stati riportati alla luce”.

Autore: Roberta Pisa

Fonte: Pianeta Appennino – hooks79@aliceposta.it, 30-05-2012

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