CAPORCIANO (Aq). Importanti scoperte archeologiche.

Pubblicato il : 20 Luglio 2011
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“Si tratta di una scoperta molto importante – spiega Vincenzo D’Ercole, archeologo della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Abruzzo – perché tombe di questa grandezza, fino ad ora, le abbiamo trovate solo nella necropoli di Campovalano e mai qui nell’area dei Vestini.
Essa ci conferma però alcune teorie che avevamo ipotizzato dopo i primi ritrovamenti in questa area: intanto che questa era un’area molto popolata vista l’ampiezza della necropoli che stiamo studiando, abbiamo scoperto circa trecento tombe, poi che erano dei popoli guerrieri che combattevano anche per razzie di bestiame tra le varie etnie che popolavano quest’area, inoltre che erano abituati a vivere in condizioni climatiche d’alta montagna perché resti di scarponi o bastoncini da neve sono stati rinvenuti solo in Sassonia o in aree alpine”.
La grande tomba della quale si parla è a fossa e risale al VII secolo a.C. di m 3 x 5 ed è l’ultima scoperta nella piana di Caporciano (Aq). Un rinvenimento importante poiché dal ricco corredo funebre rinvenuto si può ipotizzare che il defunto fosse un guerriero di rango; due pugnali, cinque lance, una mazza ferrata come oggetti da guerra; un grande “dolio” per il vino con una capienza di almeno un quintale, due brocche in bronzo provenienti dal sud dell’Etruria, dei bastoncini con i resti di scarponi o ramponi per potersi spostare agevolmente sulla neve o sul ghiaccio.
Gli scavi archeologici, iniziati per ampliare la strada statale, dopo essere stati interrotti a causa del sisma del 2009, sono ripresi a fine giugno come un preciso segnale di ritorno alla normalità, grazie a un programma di restauro della Direzione Regionale per i Bni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo risalente al marzo 2009, che utilizza fondi dell’otto per mille.
Il programma prevede il restauro delle Chiese di Santa Maria in Centurelle, Santa Maria Assunta a Bominaco nel comune di Caporciano e Santa Maria di Civitaretenga, nel comune di Navelli.
Lo scavo viene seguito da allievi restauratori archeologici della scuola di Venaria Reale a Torino che a settembre si alterneranno con studenti dell’Istituto Superiore del Restauro e i risultati di questa prima campagna saranno al centro di un incontro pubblico che l’archeologo Vincenzo D’Ercole terrà il 4 agosto prossimo presso il municipio di Caporciano.

Autore: Giuseppe La Spada

Fonte: MiBAC, 15 giugno 2011

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