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CAORLE (Ve). Al via “NaPa – Navigare nel Passato”: scavi archeologici in Brussa per svelare i misteri della “villa”.

Hanno preso il via il 3 giugno le indagini archeologiche presso il sito della cosiddetta “villa della Brussa” di Caorle, nell’ambito del progetto “NAPA – NAvigare nel PAssato. Alle foci dell’antico Tagliamento”, promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova su concessione del Ministero della Cultura in collaborazione con il Comune di Caorle e con la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia.
Il progetto, diretto scientificamente dalla prof.ssa Maria Stella Busana e operativamente dalla dott.ssa Alice Vacilotto, avrà una durata di due anni ed un budget complessivo di 40 mila euro. Le attività di scavo si svolgeranno dal 3 giugno al 10 luglio 2026 nell’area archeologica di località Are di Brussa, un sito di grande interesse storico collocato nei pressi dell’antica foce del Tiliaventum Maius citato da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.
L’obiettivo del progetto è quello di approfondire lo studio dell’insediamento romano attraverso prospezioni geofisiche, scavi archeologici e analisi dei materiali, contribuendo alla conoscenza ed alla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale del territorio costiero tra Caorle e Bibione, anticamente parte dell’agro di Iulia Concordia. Il progetto vede la partecipazione di studenti, specializzandi e dottorandi del Dipartimento, diventando una vera palestra di formazione.
“Da tempo – sottolinea la prof. Maria Stella Busana – insieme all’Università di Regensburg stiamo studiando la fascia costiera concordiese attraverso ricerche di superficie e lo scavo della villa romana di Mutteron dei Frati a Bibione. Ora, grazie al progetto NAPA, potremo indagare un altro contesto fondamentale di questo territorio: il sito della Brussa di Caorle, da tempo conosciuto grazie all’attività del Gruppo archeologico del Veneto Orientale, costituisce infatti il sito più vicino alla foce del ramo principale del Tagliamento attivo in età romana finora noto, ma la cui funzione rimane ancora incerta”.
“La ripresa delle indagini archeologiche in questo sito rappresenta un’importante opportunità per approfondire la conoscenza della storia antica dell’area e delle trasformazioni che ne hanno caratterizzato il paesaggio nel corso dei secoli – evidenziano dalla Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Venezia -. I risultati della ricerca contribuiranno ad ampliare il quadro delle conoscenze scientifiche e, al contempo, a rafforzare le azioni di tutela di un territorio che conserva ancora significative tracce del passato. L’iniziativa conferma inoltre il valore della collaborazione tra istituzioni, enti locali e mondo della ricerca per la conoscenza e la tutela del patrimonio culturale.”
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla divulgazione e al coinvolgimento della comunità locale. Durante il periodo di scavo sarà infatti organizzato un Open Day che consentirà a cittadini, turisti e appassionati di assistere dal vivo alle attività archeologiche e osservare i reperti rinvenuti.
L’appuntamento è fissato per il 3 luglio e prevederà due turni di visita, alle 10.00 e alle 16.00.
L’Open Day rappresenterà un’occasione unica per visitare il sito e vedere da vicino strutture e reperti archeologici emersi durante le indagini: una volta concluse le attività di scavo, infatti, le evidenze saranno nuovamente ricoperte per garantirne la tutela e la conservazione.
Ma le tracce del passato non scompariranno. Il progetto prevede infatti la realizzazione di contenuti digitali, audiovisivi e percorsi divulgativi accessibili anche alle persone con disabilità, per comunicare i risultati delle ricerche. Sarà predisposta anche una specifica cartellonistica informativa che verrà posizionata direttamente in loco, oltre che presso alcuni poli culturali del territorio, tra cui il Museo Nazionale di Archeologia del Mare e il Centro Visitatori di Valle Vecchia.
Il progetto mira inoltre a creare nuove opportunità di valorizzazione culturale del territorio attraverso la formazione di guide specializzate già attive nell’area di Caorle. Le conoscenze acquisite grazie alle attività di ricerca e studio saranno infatti trasferite alle guide, con l’obiettivo di sviluppare itinerari e percorsi dedicati all’archeologia ed al paesaggio antico.
“Si tratta – spiega il Vicesindaco ed Assessore alla Cultura del Comune di Caorle, Luca Antelmo – di un’iniziativa che punta a consolidare e diversificare ulteriormente l’offerta turistica del territorio, promuovendo forme di fruizione sostenibile e legate alla scoperta del patrimonio storico e ambientale locale. La storia di questo territorio è infatti parte della nostra identità ed è un elemento da approfondire e valorizzare per creare alternative alla classica offerta turistica mare e spiaggia”.
NAPA punta a sviluppare nuove forme di turismo culturale sostenibile e slow tourism, integrando il sito archeologico all’interno di itinerari fluviali e ciclo-pedonali capaci di raccontare il paesaggio antico e il rapporto tra uomo e ambiente lungo le vie d’acqua della costa adriatica.
Un ringraziamento speciale va, infine, alla famiglia Conte per aver messo a disposizione il terreno oggetto di scavo.

Fonte:
Comune di Caorle – 5 giugno 2026

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