Archivi

SAN CASCIANO BAGNI (Si). Alle terme emerge un tesoro votivo straordinario.

san casciano

Anni di scavi, a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, hanno dato i loro frutti: nelle ultime settimane il folto team di archeologi in situ ha scoperto le reali dimensioni di un santuario che già aveva restituito nel corso delle precedenti campagne oggetti votivi, altari e bassorilievi, oltre a un tesoro dalle connotazioni straordinarie.
Stando alle dichiarazioni dell’archeologo e professore Jacopo Tabolli all’Ansa, il santuario oggetto di ben sette campagne di scavi era stato fondato dagli etruschi, per poi essere rifondato nei primi secoli dell’Impero romano: solo ora appare chiaro quanto questa ristrutturazione l’avesse reso monumentale. L’importanza di questo sito, riporta l’annuncio del 4 agosto, era tale da meritare il conio speciale di un tesoro di monete in argento, oricalco e bronzo, forse offerte destinate agli dei affinché vegliassero sulla salute dell’imperatore e dei notabili romani che affrontavano il lungo viaggio.
Sono due, quindi, le scoperte che rendono eccezionali le ultime settimane di scavi al Bagno Grande. Da un lato, le dimensioni effettive dell’area del santuario – dove sorgono innumerevoli edifici sacri, altari e piscine -, dall’altro la qualità e la rarità degli oggetti emersi. Su tutti, spicca un utero (ricorrente omaggio per la fertilità) non in terracotta, bensì in bronzo, risalente al periodo tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero romano: un unicum, dicono gli archeologi. E poi altre offerte in bronzo che riproducono le parti di corpo guarite dagli dei – come un orecchio, una gamba e un pene – e più di 3mila monete coniate apposta per il sito (probabilmente al tempo della sua fondazione, riporta Giacomo Pardini sempre all’Ansa). Insomma, un contesto “senza uguali in Italia e nel Mediterraneo antico“, quello emerso nel corso delle operazioni promosse dal Comune di Siena (con la concessione del Ministero della Cultura) e portate avanti insieme al direttore degli scavi Emanuele Mariotti, la funzionaria della Soprintendenza Ada Salvi e un gran numero di studenti provenienti da atenei italiani e internazionali.
Il santuario – che nel III secolo subì un drammatico crollo, nella cui voragine i romani costruirono un nuovo altare – è in grado di rivelare anche informazioni su epoche successive a quella romana: è per approfittare delle oltre 40 sorgenti termali che i Medici costruirono qui, nel Cinquecento, un porticato, mentre risalgono al XVII secolo le due visite votive del cardinale Federico Borromeo. L’eccezionalità della scoperta, sottolineata anche dal ministro della Cultura Dario Franceschini, ha portato il direttore generale dei musei Massimo Osanna ad annunciare una prossima allocazione di fondi per far sorgere a San Casciano, dentro un palazzo del centro storico, un museo interamente dedicato alle scoperte del Bagno Grande.

Autore: Giulia Giaume

Fonte: www.artribune.com, 4 ago 2022

Segnala la tua notizia