Archivi

POLONIA. Cane scava una buca e porta alla luce monete d’argento medievali. Gli archeologi ne recuperano centinaia.

polonia

Un cane in passeggiata è stato protagonista – nei giorni scorsi – di un ritrovamento di grande valore. Il simpatico quattrozampe, che era stato portato in campagna per un’escursione, ha iniziato a scavare rapidamente in un prato, nei pressi di un albero. Lo ha fatto risolutamente, attratto da chissà quale odore. Il proprietario, che era poco distante, ha raggiunto il cane e ha notato che il terreno rivoltato conteneva monete d’argento. Ha così avvertito il servizio dei Beni culturali.
poloniaSul posto sono giunti gli archeologi che hanno recuperato le monete e affrontato uno scavo ulteriore. I soldi erano stati riposti – dal proprietario del tesoretto – in un vaso di terracotta, andato poi in frantumi. Nel vaso, al momento del seppellimento, avvenuto circa 800 anni fa, era stata inserita pure una croce. Il ritrovamento è avvenuto nel circondario di Wałbrzych, città del voivodato della Bassa Slesia, in cui risiedono circa 120mila abitanti. In questa zona, proprio nel XIII secolo – epoca a cui risalgono le monete portate alla luce dal cane – in questa fu edificato il Castello di Książ (Fürstenstein), terzo edificio fortificato – per dimensioni – della Polonia.
Ecco la ricostruzione della scoperta, nel racconto del Dolnośląski Wojewódzki Konserwator Zabytków, conservatore del patrimonio culturale del distretto: “La delegazione di Wałbrzych dell’Ufficio provinciale per la protezione del patrimonio di Breslavia ha recentemente acquisito beni archeologici di grande valore. Parlando di valore, intendiamo prima di tutto il valore storico, scientifico e artistico di quanto è stato portato alla luce, anche se, in questo caso, risulta sorprendente anche il valore economico dei reperti stessi Secondo la valutazione preliminare degli archeologi, un ritrovamento così grande, non avveniva da almeno 100 anni”.
polonia“Giovedì 7 aprile 2022 – prosegue il Conservatore dei Beni culturali – la delegazione a Wałbrzych ha ricevuto una segnalazione del ritrovamento di oggetti. Il giorno dopo, l’ispettore senior dei monumenti archeologici, Marek Kowalski, insieme ad un team di archeologi dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Breslavia, ha dato un’occhiata agli oggetti recuperati e alla localizzazione del ritrovamento”.
“Gli oggetti trovati si sono rivelati essere monete bratteate medievali che erano conservate in un vaso di argilla distrutto. – dice il Conservatore – L’esame preliminare permette di datare i reperti alla prima metà del XIII secolo e di collocarne l’origine produttiva presso i laboratori di Brandeburgo, Sassonia e Slesia. I dischi metallici sono di lamiera sottile e sono stati utilizzati come monete durante il Medioevo. L’uso delle singole serie di monete è stato relativamente breve. Si sa dai dati storici che i pagamenti, in questo periodo della storia, avvenivano 2-3 volte l’anno. A causa di quanto sopra, sono poche le monete di questo periodo conservate, poiché venivano costantemente coniate e battute in nuove serie. Trovare una quantità significativa di monete di questo periodo è stata quindi una situazione speciale”.
poloniaLe monete sottilissime venivano coniate da una sola parte e con notevole rilievo. Il nome stesso della moneta deriva dalla parola latina “bractea”, che significa lamina sottile di metallo. L’idea stessa di stampare monete da una lamina sottile era causata dalla scarsa disponibilità di metalli preziosi. Questa condizione durò fino alla scoperta di considerevoli miniere d’argento nei pressi di Praga.
“Le monete bratteate – sostiene il Conservatore dei beni culturali – sono un materiale grato per gli studi dei medievisti. Sono dominate da figure antropomorfe, zoomorfe, mitologico-religiose (sirene, angeli, ecc. ) e da elementi architettonici (torri, muri, ecc. ) Il “nostro” ritrovamento presenta monete in condizioni sorprendentemente buone. Le stampe sono per lo più nitide e le monete stesse sono poco danneggiate”.
“Alla fine, vale la pena di ricordare che le monete sono state trovate da un cane, il cui nome grato è Kajtuś – conclude il responsabile del patrimonio culturale – A causa della sua abilità… gli archeologi stanno già pensando alla sua possibile partecipazione agli scavi in corso”.

poloniaFonte: www.stilearte.it, 24 apr 2022

Segnala la tua notizia