NAPOLI. San Lorenzo Maggiore, raddoppiata l’ area archeologica più importante del centro antico.

Pubblicato il : 5 Luglio 2010
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Grazie a nuovi scavi e restauri, in luce percorsi suggestivi, decorazioni, edifici di pregio.
E’ visitabile il nuovo percorso archeologico di San Lorenzo Maggiore, dopo l’intervento di scavo, restauro e valorizzazione eseguito con fondi POR 2000-2006, PIT Grande Attrattore Napoli.
L’intervento ha raddoppiato l’area archeologica già aperta al pubblico nel 1993, in cui sono visibili i resti dell’antico mercato di Neapolis. Si tratta del  più rilevante sito archeologico  presente nel  centro storico di Napoli, sia per  valore monumentale e topografico, sia per il suo inserimento all’interno del complesso angioino di S. Lorenzo Maggiore.
Il nuovo settore si sviluppa in continuità con l’area già fruibile  con la quale si collega  attraverso un suggestivo percorso, al livello del convento, dal quale è possibile accedere al Museo dell’Opera di S. Lorenzo Maggiore, già inaugurato nel dicembre del 2007 grazie all’apporto congiunto del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, della Regione Campania, del Comune di Napoli.
muro_in_opus_reticulatumGrazie a finanziamenti comunitari è stato quindi possibile riprendere lo scavo ed il restauro di un settore dell’area archeologica già parzialmente messo in luce durante interventi condotti negli anni 80, il cui processo compiuto di recupero era stato interrotto per carenza di risorse finanziarie. Agli scavi ed ai restauri si sono aggiunte delicate opere strutturali che hanno portato al collegamento di parti sotterranee contigue ma che si presentavano fisicamente separate dalle fondazioni del soprastante convento di età angioina. Si è restituita così unitarietà all’edificio antico scoperto nel settore sud-occidentale del complesso in cui, ad una preliminare analisi, è forse possibile riconoscere una schola, sede di corporazioni sacre o artigianali.
sala_pavimentata_a_mosaicoL’edificio, articolato planimetricamente, si differenzia dagli adiacenti ambienti a destinazione mercantile, sia per una maggiore antichità sia  per la presenza di decorazioni parietali e pavimentali di pregio. Un recupero di particolare rilevanza risulta il completamento dello scavo ed il consolidamento di un complesso sistema di irreggimentazione delle acque costituito da una profonda vasca voltata in blocchi di tufo dotata di un condotto di immissione e di emissione. L’opera, di età ellenistica, è contestuale all’assetto urbanistico della piazza del mercato di tale periodo, organizzata mediante terrazzamenti che regolarizzavano l’orografia in pendio della zona.
terrazzamento_di_et_ellenisticaMa lo scavo, come sempre nel caso dell’archeologia urbana,  è stato attento anche alle fasi di ristrutturazione degli ambienti ed ai cambiamenti planimetrici e funzionali di epoca successiva, sino ad arrivare ai periodi tardo antichi e medievali.
La pur ampia area scavata è comunque ridotta rispetto alla dimensione del monumento considerato.
La nuova valorizzazione dell’area  si connette all’altrettanto straordinaria opera di scavo e restauro del vicino teatro antico, condotta dal comune di Napoli e dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei nell’ambito dei medesimi finanziamenti.
vasca_voltata_in_blocchi_di_tufoIn entrambi i casi una puntuale attività di conoscenza, attraverso le procedure proprie della ricerca archeologica, ha contribuito alla valorizzazione di comparti urbani di pregio della città storica,  in una prospettiva integrata di  sviluppo culturale e turistico. Un lavoro questo che è stato confortato dal giudizio positivo dato dalla missione UNESCO del dicembre scorso in merito al recupero del patrimonio archeologico che è stato giudicato un elemento di incremento del patrimonio culturale della città.

Fonte: http://www.pompeiisites.org, 19-05-2009

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