MODENA. Riemerge una stele funeraria di età romana nel corso di lavori edilizi.

Pubblicato il : 21 Giugno 2011
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Dopo il rinvenimento del grandioso monumento di Vetilia (preservato intatto dai depositi alluvionali che seppellirono Modena romana, e ritrovato nel settembre 2007) in un cantiere di via Ferrari (zona nord della città) è appena venuto in luce un nuovo importante manufatto, una stele funeraria di cui spunta la sommità a circa tre metri di profondità.
Fin dall’inizio il cantiere era stato sottoposto a controllo archeologico, vista la segnalazione dell’Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Ivan Zaccarelli, che già all’avvio dei lavori aveva avvisato della presenza di resti d’interesse archeologico.
Gli scavi, eseguiti dalla ditta ArcheoModena, sotto la direzione scientifica degli archeologi della Soprintendenza Donato Labate e Luca Mercuri, hanno subito intercettato, a circa un metro di profondità, un piccolo immondezzaio cittadino ascrivibile al ‘600-‘700 che ha restituito numerosi frammenti ceramici, tra cui alcune scodelle con caricature disegnate a graffito.
Gli scavi sono poi proseguiti fino a 3,5 metri di profondità, quota base fissata per la realizzazione di locali interrati, e qui, a 3 metri di profondità, è emersa la sommità di una stele funeraria ancora in situ.
Subito informato del rinvenimento, il Soprintendente archeologo Filippo Maria Gambari ha richiesto l’ampliamento dello scavo per riportare in luce la stele e indagare le relative sepolture che dovrebbero trovarsi a circa 5 metri di profondità.
La stele, che presenta un frontocino decorato con una gorgone, ha lo specchio epigrafico rivolto ad occidente verso una strada della centuriazione modenese, il Cardine Massimo, che passava a poca distanza.

Info:
Donato Labate 339 7930338 (donato.labate@beniculturali.it)

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