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Lorenzo MORONE. Sulle orme di Annibale.

Siamo del 216 a.C.: perdura la schermaglia tra Fabio Massimo, il temporeggiatore, ed Annibale. Questi, proveniente dai successi di Canne dovuti ad un astuto tranello nel quale, ancora una volta, sono caduti i Romani, dopo aver saccheggiato diversi territori e città del Sannio, vedendo che Fabio evitava il combattimento, pensò di rivolgere le sue attenzioni a Capua che voleva portare dalla sua parte sottraendola all’amicizia di Roma.
Secondo Polibio, Annibale, che si era accampato e rifornito a Gerione, tra Larino e Campobasso, doveva scegliere tra tre diverse strade che dalla Puglia portavano alla Campania: la prima “attraverso la terra dei Sanniti “(Venafro), la seconda attraverso le gole (t? ste??) del colle Eribano, la terza attraverso la terra degli Irpini.
Vediamo come Polibio, nel Cap. 93 delle sue Istorie, descrive il percorso scelto da Annibale, dopo essersi garantita l’amicizia delle tribù sannite che controllavano la strada (“post eam pugnam multae Italiae civitates, quae Romanis paruerant, se ad Hannibalem transtulerunt… dopo la battaglia di Canne, molte città d’Italia amiche dei romani passarono ad Annibale” *Eutropio-Breviarium- III 11), scelse quello intermedio, attraverso le gole dell’Eribano: “Annibale, dopo aver attraversato nel Sannio le gole di quel colle che chiamano Eribianum, seguendo il corso del fiume Aturnum, giunse in una pianura che taglia quasi a metà (Marafi di Faicchio), e qui, al suo lato (del fiume) realizzò l’accampamento.

Vedi allegato: 10 tappe sulle orme di Annibale

Autore: Lorenzo Morone – morone.morone@libero.it

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