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ETRURIA. La talassocrazia etrusca.

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Legata ad un’antica vocazione nautica, la talassocrazia (il dominio sui mari) viene riconosciuta agli Etruschi sin dall’età del Ferro: lo storico siciliano Eforo informa che pirati tirreni infestavano le acque della Sicilia ancora prima della fondazione delle prime colonie greche.
Ma già nelle intenzioni di Eforo la definizione di “pirati” tradisce la volontà di mettere in cattiva luce la famigerata marineria etrusca anche per un periodo in cui l’attività “di corsa” rientra nei costumi di tutte le società aristocratiche (quella etrusca come quella omerica), confondendosi con le sfere dello scambio.
Se a simili scorrerie, più che a guerre organizzate, gli Etruschi devono l’espandersi della propria signoria sul mare, l’altra è la situazione in età storica.
La rivalità con i Greci (soprattutto quelli in Sicilia) e la propaganda negativa che ne consegue, nascono dal condiviso interesse per un controllo delle rotte che garantisca (a suon di reciproci attacchi) migliori approdi e più ricche stazioni di scambio.
Un’aspra lotta che contrappone Etruschi e Greci d’Occidente (con l’inserimento di Cartagine e Atene) in scontri che definiscono le sfere di influenza.
Nel lasso di tempo compreso tra la battaglia del Mare Sardo e quella di Cuma, il raggio di navigazione etrusca si riduce nel basso Tirreno, ma si consolida verso nord, tra Populonia, lo scalo di Genova e l’area di Messalia.
La nuova situazione nell’ambito dello spazio mediterraneo conduce anche a spostare il fuoco degli scambi via mare verso l’Adriatico, attivando la nuova realtà politica dell’Etruria padana che prende le redini dei rapporti con Atene.

Autore: Mario Calice

Fonte: www.facebook.com, 28 mar 2021

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