Cinzia LOI. Testimonianze prenuragiche nel Barigadu (Sardegna).

Pubblicato il : 30 Luglio 2019
dolmen

Il Barigadu, regione storico-geografica della Sardegna, si estende nella parte centrale dell’isola, con una superficie complessiva di 293,94 Kmq (fig. 1) .
L’area presa in esame, che contempla terreni di differente morfologia (h max. m 814 s.l.m.), è marginata – per un vasto tratto – dalla sponda sinistra del fiume Tirso, uno dei più importanti corsi d’acqua della Sardegna (159 km). La costruzione, lungo il suo sviluppo, di un imponente sbarramento noto come Diga di Santa Chiara (1918-1924), ha portato alla creazione del bacino artificiale del Lago Omodeo (Sanna 1993, p. 27).
La creazione di questo invaso, oltre ad aver mutato profondamente il paesaggio naturale, ha causato l’obliterazione di numerose tracce di vita del passato (Bacco 1988, pp. 108-109).
Le testimonianze più antiche relative alla frequentazione umana nel territorio in esame sembrano risalire al Neolitico Recente (Cultura di Ozieri), cui seguono testimonianze delle fasi iniziali dell’Eneolitico (culture di Filigosa e Abealzu).
Allo stato attuale delle ricerche possono ascriversi alle culture prenuragiche 43 complessi funerari che ospitano almeno 145 ipogei – meglio noti con il termine “domus de janas” -, 2 dolmens, 2 menhirs, un gruppo di statue-menhirs, 11 stazioni litiche e 1 riparo sotto roccia.

Leggi tutto nell’allegato: Testimonianze prenuragiche nel Barigadu

Autore: Cinzia Loi – loicinzia71@gmail.com

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