BELGIO. L’archeologia svela i misteri della guerra di trincea.

Pubblicato il : 10 Gennaio 2020

Tanti aspetti della Prima Guerra Mondiale restano da chiarire ma fotografia aerea e laser iniziano a raccontarci le storie ancora nascoste.
belgioLa Prima Guerra Mondiale è stata il primo conflitto industrializzato sul pianeta e l’impiego di nuove tecnologie come aerei, carri armati, mitragliatrici, granate e gas tossici ha provocato devastazioni senza precedenti. Tra il 1914 e il 1918 sono morti più di otto milioni di militari e oltre sei milioni di civili. Ma le statistiche che hanno lasciato allibito l’archeologo Birger Stichelbaut sono quelle che mostrano quanto profondamente fu trasformato il paesaggio in alcune parti d’Europa: un’area di 60 chilometri lungo un fronte di oltre 670 chilometri in Belgio, ad esempio, contava quasi 5.000 chilometri di trincee.
“Sono numeri incredibili” dice Stichelbaut. Stichelbaut è affiliato alla Ghent University, in Belgio, e fa parte di un gruppo di archeologi che oltre un secolo dopo la Grande Guerra studia le tracce che sono rimaste. Il conflitto è stato documentato in migliaia di resoconti scritti in prima persona, fotografie e riprese, oltre a numerose valutazioni post-belliche. Ma oggi l’archeologia aggiunge un’altra dimensione alla comprensione di uno dei conflitti più violenti della storia moderna.
“Tutte le persone che hanno effettivamente assistito alla prima guerra mondiale non sono più in vita”, dice Stichelbaut. “Il paesaggio è l’ultimo testimone.”
belgioVista aerea sulla guerra
Alcuni dei combattimenti più distruttivi della Grande Guerra si sono svolti lungo il Fronte Occidentale nelle Fiandre, la parte del Belgio di lingua olandese dalla quale le truppe degli Alleati e le forze tedesche lanciavano attacchi mortali dalle rispettive trincee. Durante i quattro devastanti anni di combattimenti la regione è diventata simile a un paesaggio lunare, ma la ricostruzione dopo il conflitto è stata rapida. Molte tracce della guerra sono rimaste intatte, spesso sepolte a meno di 30 centimetri dall’attuale superficie.
Per capire come si è sviluppato questo paesaggio bellico – e quali siti rimangono oggi – Stichelbaut e altri ricercatori si servono dell’archeologia aerea. Nella Prima Guerra Mondiale la fotografia aerea è stata un nuovo strumento per la sorveglianza delle posizioni nemiche e oggi migliaia di immagini storiche costituiscono il più vecchio archivio aereo della regione. Unite tra loro, le fotografie ci consentono di avere una vista aerea – più accurata rispetto alle mappe moderne compilate da terra – su come trincee e altre installazioni militari furono costruite e cambiarono nel corso del tempo.
Per integrare le immagini storiche, gli archeologi si affidano alle tecniche di imaging aereo moderne. Nelle fotografie i segni lasciati dalle colture durante i periodi di siccità possono fornirci mappe incredibili delle reti di trincee sepolte da un secolo, laddove si concentra l’acqua nei terreni agricoli moderni. Negli ultimi dieci anni gli archeologi hanno usato anche la tecnica LiDAR, che sfrutta i laser per “vedere” attraverso la vegetazione superficiale.
Le ricerche con il LiDAR hanno mostrato come una grossa porzione del paesaggio nell’Europa occidentale sia ancora segnata da incroci di trincee, attacchi di artiglieria e altri resti che da terra non sono così evidenti. Le immagini da una trincea del Fronte Occidentale tra Kemmel e Wervik nelle Fiandre, ad esempio, mostrano che il 14% del territorio – più del previsto – è ancora visibilmente segnato dalla guerra. Se ne parla in Traces of War, un libro che Stichelbaut ha scritto per accompagnare una mostra ospitata nel 2018 al Flanders Fields Museum di Ypres.
Usando le immagini aeree, storiche e moderne, “hai subito una prospettiva diversa, vedi la guerra nella sua interezza, vedi schemi e siti che non riconosceresti come trincee nemmeno se ci fossi dentro di persona” dice Stichelbaut.
belgioStivali da trincea e orsetti di pezza
Le immagini aeree possono guidare gli scavi; quando gli archeologi scavano, scoprono aspetti finora dimenticati della vita quotidiana dei soldati. “Non si scattavano molte foto nelle trincee. Quello che fa l’archeologia è fornire uno spaccato di com’era la vita in trincea”, racconta Stichelbaut.
L’archeologia dei siti della Prima Guerra Mondiale ha aiutato gli studiosi a capire in che modo i soldati improvvisassero nella costruzione delle trincee, per gestire le difficili condizioni nelle quali dovevano vivere. “Puoi leggere tutti i manuali della Prima guerra mondiale che vuoi su come costruire una trincea, ma è tramite l’archeologia che vedrai la realtà della guerra di trincea a terra”, aggiunge Stichelbaut.
Il suolo allagato ha contribuito a conservare materiali organici come legno e tessuti, una manna per gli archeologi moderni. Ma oltre 100 anni fa, i soldati dovevano combattere costantemente contro quell’acqua e quel fango. Molte trincee furono costruite per errore al di sotto della falda freatica e, con il cambio di stagione e le piogge, la vita poteva farsi davvero difficile per i soldati. Anche quando il fuoco cessava.
belgioIl piede da trincea, causato dal freddo, dall’umido e dalla scarsa igiene, ha provocato 75.000 morti tra i soldati britannici. Un soldato che aveva trascorso parecchio tempo nella trincea nota come Hades Dugout, sotto la città di Wieltje, vicino a Ypres, scrisse che dopo aver sceso oltre 30 gradini scivolosi si arrivava alla base del rifugio per “trovarsi in un fiume nero e viscido, che si muoVeva lentamente in avanti per scomparire nel buio, visibile solo grazie ad alcune flebili luci elettriche.”
“È forse lo Stige, ti chiederai? In ogni caso puzza” si legge nel suo resoconto riportato in Traces of War.
A Wieltje gli archeologi hanno trovato più stivaloni da trincea che classici stivali militari. Gli scavi in altre reti di trincee in Belgio mostrano che i soldati usavano paglia, macerie, tegole e porte per evitare di sprofondare nel pantano con i piedi.
Questi dettagli hanno permesso di capire meglio l’esperienza dei soldati. Secondo Stichelbaut, tra le scoperte più significative c’è l’arte di trincea: incisioni e proiettili tagliati e martellati per formare crocifissi, ma anche altri oggetti che raccontano come le truppe trascorressero quel tempo carico di tensione. La scoperta che ha più colpito l’archeologo Simon Verdegem è uno zaino con all’interno un orsetto di pezza, trovato vicino al villaggio belga di Langemark durante la costruzione di un condotto per il gas. “Si trovano molti artefatti che raccontano le storie dei soldati, oggetti che altrimenti non vedrebbero mai la luce e che danno loro umanità”.
Verdegem è specializzato nella Prima Guerra Mondiale e lavora per la compagnia archeologica commerciale Ruben Willaert. Di recente, grazie al progetto Dig Hill 80, ha avuto l’opportunità di studiare un enorme sistema di trincee a Wijtschate, una città lungo la trincea di Messines, nei pressi di Ypres.
Gli scavi, portati avanti nel 2018 e che sono ancora in fase di documentazione, hanno rivelato trincee e resti di fattorie abbandonate durante la guerra. Verdegem è rimasto sorpreso dal fatto che gran parte dei resti archeologici trovati a Wijtschate risale a una battaglia poco nota del 1914 e non a un più ampio conflitto del 1917, quando le truppe degli Alleati hanno lanciato un attacco a sorpresa su Wijtschate per riconquistare una fortezza tedesca.
A Wijtschate il team di Dig Hill 80 ha anche trovato i resti di oltre 130 soldati di diverse nazionalità. L’archeologia della Prima guerra mondiale è per tanti versi differente rispetto a quella di periodi precedenti, perché le scoperte fatte nelle trincee possono ancora impattare le famiglie dei soldati. “Ci sono intere generazioni, in diversi paesi, che a oggi si chiedono cosa sia accaduto ai loro antenati durante la guerra. Ora siamo in grado di dar loro delle risposte, ed è una cosa speciale.”
Sfortunatamente si tratta di risposte difficili da trovare. Il solo Verdegem stima di aver estratto i resti di circa 200 soldati. Solo tre sono stati identificati.

Fonte: www.nationalgeographic.it, 7 gen 2020

Immagine in evidenza: La guerra di trincea è stata una componente critica nello scenario europeo della Grande Guerra. In foto: i soldati britannici occupano una trincea tedesca a Ovillers-la-Boisselle, in Francia, durante la battaglia della Somme nel 1916. FOTOGRAFIA DI SHAWSHOTS, ALAMY

Immagine 1: Gli archeologi si sono basati sulle fotografie aeree scattate durante la Prima guerra mondiale per ricostruire il paesaggio bellico. Questa foto del 1917 mostra un campo di battaglia di Soissons, in Francia.
FOTOGRAFIA DI UNIVERSAL HISTORY ARCHIVE, UNIVERSAL IMAGES GROUP/GETTY

Immagine 2: Il progetto Dig Hill 80 ha rivelato una rete di trincee della Grande Guerra e di infrastrutture sepolte a Wijtschate, in Belgio, compresa questa scalinata che portava a una trincea.
FOTOGRAFIA DI ERIC FLAMAND, DIGHILL80

Immagine 3: Vista aerea sul sito archeologico di Dig Hill 80, con la città di Wijtschate sullo sfondo. La città si trova lungo la trincea di Messines, sito di un’intensa battaglia nel 1917.
FOTOGRAFIA DI RAPH DE BRANT, DIGHILL80

Immagine 4: Un soldato britannico si riposa in una trincea piena d’acqua, in Belgio. L’archeologia sta rivelando gli sforzi fatti dai soldati per stare con i piedi all’asciutto ed evitare il temuto piede da trincea, che uccise 75.000 soldati britannici. FOTOGRAFIA DI SHOTSHOP GMBH, ALAMY

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