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SANTA MARINELLA (Roma). A Pyrgi riemerge il volto di Uni nel tempio che le dedicò un re etrusco.

Nell’area del Tempio B del santuario etrusco di Pyrgi, durante la campagna di scavo in corso condotta dalla Sapienza Università di Roma, è emerso un nuovo frammento di antefissa con il volto della dea Uni.
Le antefisse erano elementi in terracotta che decoravano i bordi dei tetti templari, coprendo le estremità delle tegole: una funzione architettonica ed al tempo stesso un atto di devozione, perché il volto della divinità presidiava il limite del sacro.
Trovarlo qui — nel tempio che le fu consacrato — ha una coerenza che raramente l’archeologia restituisce con tale precisione.
Il Tempio B fu dedicato ad Uni alla fine del VI sec. a.C. da Thefarie Velianas, supremo magistrato di Caere: lo sappiamo dalle celebri Lamine d’Oro di Pyrgi, tre placche inscritte in etrusco e fenicio, conservate al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Il nuovo frammento si aggiunge al dossier di uno dei santuari più documentati e più discussi del mondo etrusco.

Pyrgi era il porto principale di Caere, una delle città etrusche più potenti del Lazio. Il suo santuario — con tre templi ed un’area sacra di eccezionale ricchezza — era frequentato da Etruschi, Fenici e Greci, crocevia di devozioni e commerci. Le Lamine d’Oro, redatte in due lingue, attestano un’alleanza politico-religiosa tra Caere e Cartagine nel momento di massima tensione nel Tirreno. Trovare il volto di Uni nel luogo esatto in cui Thefarie Velianas la onorò oltre duemila anni fa non è un dettaglio: è la chiusura di un cerchio.

Fonte: Anticae Viae 19 set 2026

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