Uno dei sogni di ogni archeologo è quello di rinvenire una tomba intatta. La possibilità di aprire un sarcofago e di essere i primi, dopo secoli, a scoprirne il contenuto rappresenta un’occasione unica per affacciarsi sul passato. Da qui l’entusiasmo degli specialisti del Museo di Storia Nazionale e Archeologia di Costanza (Romania) nell’annunciare il ritrovamento di una tomba mai aperta, risalente all’epoca dell’impero romano.
«Si tratta di una scoperta che capita poche volte nella vita, un ritrovamento che forse si verifica una volta ogni una o due generazioni», ha precisato l’archeologa Ana Hamat, membro della squadra che ha individuato una tomba infantile durante alcuni scavi nella parte più settentrionale della necropoli di Tomis, nei pressi di un’importante via di comunicazione dell’antichità, sulle rive del mar Nero.
Gli archeologi avevano segnalato l’elevata probabilità che nel sito fosse presente un sarcofago intatto. E così è stato: lo hanno effettivamente rinvenuto e trasportato al museo, dove è stato aperto al pubblico. Al suo interno si trovava una piccola bara di legno, accompagnata da un corredo funerario composto da ornamenti personali in bronzo, giocattoli di argilla e ghirlande di fiori.
La datazione iniziale colloca la tomba tra il II e il III secolo d.C. e i primi indizi fanno pensare che la necropoli appartenesse ad una famiglia importante. A suggerirlo è la posizione della sepoltura, situata vicino ad altre tombe ed a breve distanza dalla strada romana che collegava Tomis a Histria. Una di queste tombe, scoperta quattro anni fa, era costruita in mattoni, ma purtroppo era stata distrutta tra la Prima e la Seconda guerra mondiale durante lo scavo di una fossa.
«Il sarcofago è piccolo ed è proprio questo a rendere il ritrovamento così raro: i sarcofagi di questo tipo, utilizzati per la sepoltura dei bambini, sono molto rari e finora non ne avevamo mai trovato uno», ha dichiarato Constantin Băjenaru, uno dei rappresentanti del museo.
Secondo Hamat, il fatto che sia rimasto chiuso ed intatto «gli ha permesso di conservare una quantità enorme di informazioni. Questo piccolo abitante di Tomis riceverà cure eccellenti e, probabilmente, in futuro sarà esposto al pubblico», ha aggiunto l’archeologa.
L’archeologa ha riconosciuto che in Romania non hanno «la fortuna» di poter contare su siti archeologici come Pompei o Ercolano, per cui una scoperta come quella di Tomis «rappresenta una finestra sulla vita di 1800 anni fa». Anzi, secondo lei, «è stata la scoperta del momento in Europa». Niente di meno.
Il ritrovamento contribuisce a valorizzare il patrimonio storico di Costanza. Tra due anni, infatti, la città ospiterà il congresso delle province danubiane, che si prevede riunirà numerosi esperti di storia dell’impero romano.
Autore: Juan Pedro Chuet Missé
Fonte: www.storicang.it 1 nov 2026





