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Michele Zazzi. Le deposizioni bisome (o plurime) nelle necropoli villanoviane di prima fase.

Quasi tutte le principali necropoli villanoviane ubicate in aree etrusche hanno restituito un certo numero di deposizioni doppie o plurime relative ad individui in qualche modo legati da vincoli di tipo familiare.
In alcuni casi, ossa appartenenti a più individui incinerati sono state rinvenute all’interno della medesima urna; in altri, una pluralità di soggetti cremati era stata deposta in ossuari distinti collocati nella stessa tomba o nello stesso pozzetto.
La pratica funeraria in oggetto può essere desunta da esami antropologici (sulle ossa) e/o da dati archeologici riferibili alla tipologia dei corredi (compresenza di oggetti di genere diverso) ed alla struttura della tomba (tombe a struttura complessa).
I dati di scavo non consentono di stabilire la contemporaneità delle deposizioni; tale aspetto può eventualmente essere valutato sulla base delle caratteristiche dei corredi, riferibili al medesimo periodo oppure a periodi diversi.
La contemporaneità delle deposizioni potrebbe essere attribuita a decessi naturali avvenuti nello stesso momento o, comunque, verificatisi in un arco temporale particolarmente ravvicinato. È stata inoltre considerata l’ipotesi che, in alcuni casi — in particolare nelle deposizioni di uno o più adulti con un bambino o di due adulti di sesso diverso — uno dei due individui possa essere stato sacrificato (in questo senso Renato Peroni).
Più frequentemente, la compresenza di più defunti all’interno della stessa tomba o dello stesso pozzetto potrebbe essere dovuta alla riapertura del contenitore per la deposizione dei resti di un ulteriore defunto.
In alcuni casi, pur a fronte della presenza di due individui attestati dalle analisi, il corredo è risultato riferibile ad uno solo dei defunti a cui veniva quindi attribuita un’importanza ed una visibilità maggiore rispetto all’altro (caratterizzato quindi da una sorta di subordinazione sociale).

Si riportano di seguito alcune tombe riferibili alla specie.
La Tomba dei Bronzetti Sardi (databile al IX secolo a.C) della Necropoli di Cavalupo a Vulci ha restituito un ricchissimo corredo ed un cinerario all’interno di una custodia cilindro-ovoide. Le analisi antropologiche effettuate sulle ossa combuste hanno consentito di verificare la presenza nell’urna di due soggetti: un adulto di genere femminile di età compresa tra i 25 e i 35 anni ed un individuo infantile di 8 – 10 anni, anch’esso probabilmente di sesso femminile. La stessa temperatura di combustione dei resti attesta la deposizione simultanea dei defunti.
La Tomba a pozzetto n. 4/1974, della seconda metà del IX secolo a.C., della Necropoli dell’Osteria – Poggio Mengarelli a Vulci presentava due cinerari e relativo corredo. Un cinerario a capanna conteneva un rasoio lunato. Vi era poi un ossuario biconico con fibula ad arco ritorto, quattro anellini e due borchiette in bronzo, frammenti d’impasto di vasellame. L’urna a capanna è attribuibile ad un individuo di sesso maschile. Il cinerario, di dimensioni inferiori alla media, farebbe pensare ad una sepoltura infantile. I due incinerati, sulla base degli elementi associati, sembrano essere stati deposti contestualmente.
Nelle Necropoli di Quattro Fontanili e Grotta Gramiccia a Veio è abbastanza comune la deposizione in pozzetti di bambini e di un adulto, spesso di genere femminile. Non mancano casi di deposizioni in uno stesso cinerario di due adulti, maschio e femmina, e di un bambino. In alcuni cinerari sono state ritrovate le ossa di due adulti. Si deve ritenere che si tratti di morti simultanee.
La Necropoli di Villa Bruschi Falgari a Tarquinia ha restituito 246 tombe della prima età del ferro. Di queste solo sei tombe erano bisome. Una tomba conteneva due cinerari. Cinque erano munite di un solo ossuario e contenevano due soggetti: in due casi sono presenti un individuo femminile adulto ed un neonato; in una situazione un maschio adulto con un bambino; in altri due casi due adulti di sesso diverso. In una sola di queste urne è stato ritrovato un doppio corredo. Probabilmente si tratta di morti naturali avvenute in un arco di tempo non incompatibile con la deposizione simultanea.
Nella Necropoli di Porto Madonna a Bisenzio sono state ritrovate alcune tombe con corredi riferibili a due individui rispettivamente di sesso femminile e maschile. Nel sepolcro n. 6 il corredo femminile comprendeva collana di vaghi in osso, anello con costolatura, campanelline ornamentali o fermatrecce, agganciate a due fibule ad arco; una punta di lancia, un rasoio in miniatura, una fibula serpeggiate ed uno scudo in miniatura caratterizzavano la sepoltura maschile. Nella tomba 8, accanto agli stessi indicatori maschili della precedente tomba vi erano, tre fibule ad arco, due gruppi di campanelle, una spirale da capelli.
A Vetulonia nel primo circolo un pozzo conteneva due cinerari sovrapposti: sopra vi era un biconico liscio con due fibule, probabilmente una deposizione femminile; sotto, separata da un diaframma di pietra, un’urna a capanna con ornamenti d’oro maschili ed una verga di bronzo con ambra ai lati (una sorta di scettro, attributo di un eminente personaggio maschile). La donna poteva essere la compagna dell’individuo maschile, forse morta in un momento successivo.
A Verucchio nella Necropoli Lippi nelle fasi più antiche del villanoviano sono state individuate due tombe plurime: la n. 39/1972 (la sepoltura presenta corredo di entrambi i generi e resti osteologici di un soggetto non determinato e forse di un bambino) e la n. 88/1972 (con corredo femminile e resti ossei di un adulto non determinato e di un bambino).
Nella Necropoli di Casteldebole a Bologna, con riferimento all’VIII secolo a.C. sono state scavate quattro sepolture multiple per un totale di almeno otto individui. Il numero delle tombe multiple in questione rispetto al totale delle deposizioni dello stesso periodo rinvenute nella necropoli (quattro su dodici), induce a ritenere che, nei casi in esame, si sia trattato della riapertura dei cinerari piuttosto che di deposizioni dovute a morti contemporanee.
Nella Necropoli della Fiera a Bologna è stato individuato un gruppo di 11 tombe (gruppo A) caratterizzato da sepolture con presenze di coppie (analisi osteologiche), presumibilmente marito e moglie, cui talvolta sono associate deposizioni infantili. La tomba 571 ha restituito elementi pertinenti a due individui di sesso diverso all’interno dello stesso cinerario, con prevalenza di resti dell’individuo maschile. Il corredo comprendeva una coppia di fibule con staffa a disco ed una fusaiola. Anche la tomba 570 presenta una deposizione mista, con prevalenza dell’individuo femminile. Le sepolture sono databili all’avanzato IX secolo a.C.

Sulle deposizioni bisome del periodo villanoviano di prima fase cfr., tra gli altri:
– Maria Letizia Arancio, Anna Maria Moretti Sgubini, Enrico Pellegrini, Vulci: La Tomba dei bronzetti sardi in Preistoria e Protostoria in Etruria, Atti del Nono Incontro di Studi Valentano (Vt) – Pitigliano (GR), 12 settembre 20028, pag. 184;
La Pianura Bolognese nel Villanoviano Insediamenti della prima età del ferro, edizioni all’Insegna del Giglio, pagg. 100 e ss.;
– Gilda Bartoloni, Le Società dell’Italia Primitiva Lo studio delle necropoli e la nascita delle aristocrazie, Carocci, 2003, pagg. 97 e ss.;
– Cristiano Iaia, Simbolismo funerario e ideologia Alle origini di una civiltà urbana Forme rituali nelle sepolture “villanoviane” a Tarquinia, Vulci, e nel loro entroterra, All’Insegna del Giglio, 1999, pag. 104 (Bisenzio);
– Rita Vargiu, Domenico Mancinelli, Flavia Trucco, Lo scavo, il recupero, lo studio di resti cremati: l’integrazione tra antropologia ed archeologia. Il caso della necropoli della prima età del ferro di Villa Bruschi Falgari (Tarquinia) in Immagini di uomini e di donne dalle necropoli villanoviane di Verucchio, Atti delle giornate di studio dedicate a Renato Peroni Verucchio, 20 – 22 aprile 2011 a cura di Patrizia von Eles, Laura Bentini, Paola Poli, Elena Rodriguez, pagg. 175 e ss.;
– Lisa Manzoli, Claudio Negrini, Paola Poli, Legami di vita oltre la morte: casi di deposizioni doppie o plurime in Immagini di uomini e di donne dalle necropoli villanoviane di Verucchio, …., cit., pagg. 75 e ss.

Di seguito immagini della custodia e dell’ossuario della tomba dei Bronzetti Sardi tratte da La tomba dei Bronzetti Sardi in Preistoria e Protostoria in Etruria, …. cit. e del cinerario della tomba 571 della Necropoli della Fiera di Bologna.

Autore: Michele Zazzi – etruscans59@gmail.com

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