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GIUGLIANO (Na). La Tomba del Cerbero : dopo la scoperta, si prospetta lo scavo e la raccolta dati.

Studi e ricerche vanno approfonditi a livello tecnico, tecnologico e, perché no, digitale: scavo e messa in sicurezza dell’ancor quasi illesa “Tomba del Cerbaro” a Giugliano in Campania, scoperta ad ottobre 2023 sotto circa tre metri di terra e poi abbandonata a se stessa, all’incuria.
Intanto si corre ai progetti per un effettivo recupero/rilancio di questo scrigno storico. La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli ha, infatti, avviato un interpello rivolto al personale del Ministero della Cultura in servizio presso altri istituti, per il reperimento di un Funzionario Archeologo da impiegare nel cantiere di restauro e messa in sicurezza della singolare testimonianza romana e della sua necropoli.
L’intervento, finanziato per un importo complessivo di € 515.000,00, è coordinato dalla RUP dott.ssa Simona Formola. La professionalità richiesta è quella di Responsabile di Scavo. Il candidato dovrà seguire sul campo tutte le operazioni di scavo, raccolta dati e documentazione archeologica, per una durata minima di 4 mesi.
Fari puntati sulla Tomba del Cerbero, così chiamata convenzionalmente per la rappresentazione del cane infernale a tre teste, Cerbero, posto a guardia dell’Oltretomba, dipinto proprio al centro della parete d’ingresso della camera funeraria. All’interno di un saggio archeologico preventivo (durato mesi), posizionato in una vasta area a destinazione agricola, fino a quel momento inesplorata, quando oramai sembrava essersi conclusa la campagna di indagini, che aveva restituito solo parte di una piccola necropoli di tombe in fossa terragna, ecco emergere dalle sabbie del tempo – oltre 2000 anni – la fronte monumentale della camera. Si tratta di un sepolcro gentilizio, ipogeo, costituito da un unico ambiente, realizzato in blocchi di tufo (fine II – inizi I secolo a.C.), ed accessibile tramite una gradinata scavata direttamente nel terreno. L’ingresso era sigillato da un blocco di tufo, a protezione della camera interna, coperta da una volta a botte. Al suo interno si trovano affreschi assai ben conservati, corredi funerari e letti funebri (klìnai) decorati.
Siamo a Liternum, fondata nel 194 a.C. lungo la costa campana, per ospitare veterani delle guerre puniche, quale importante colonia marittima strategica, affacciata sulle sponde del Lago Patria, resa celebre per essere stata il luogo di ritiro di Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, il grande generale che sconfisse il cartaginese Annibale, uno dei più temuti nemici di Roma, nella battaglia di Zama…
La realizzazione della Tomba del Cerbero si inserisce cronologicamente in questo scenario storico, rivelando dettagli preziosi sulle pratiche funerarie e la struttura sociale dell’epoca, e lasciando ipotizzare, data la ricchezza del suo apparato decorativo, che possa essere appartenuta proprio ad un veterano che aveva servito al fianco di Scipione. Uno degli aspetti più affascinanti della Tomba del Cerbero è il suo apparato pittorico, conservato intatto in ogni suo aspetto. Sulla parete d’ingresso è rappresentata la dodicesima fatica di Eracle: il combattimento contro Cerbero, il guardiano degli Inferi. Hermes, con il caduceo, accompagna l’eroe, simboleggiando il passaggio dell’anima verso l’aldilà. Eracle, uno degli eroi più celebri della mitologia greca, noto per la sua forza straordinaria, il coraggio e le imprese che compì nella sua vita, armato della sua clava, è raffigurato mentre sta per colpire Cerbero. Ad aiutarlo è Hermes, il messaggero degli Dei, qui rappresentato mentre cerca di distrarre la belva infernale brandendo un bastoncino.
Si tratta di un tema ricorrente nelle pitture sepolcrali, che rappresenta idealmente la vittoria sulla morte e suggerisce l’idea della protezione dell’anima del defunto, nella sua transizione verso l’oltretomba.
Sulla parete opposta si trovano due centauri marini che sorreggono uno scudo dorato, con amorini che attingono da una coppa, l’affresco più importante che sembra sancire il prestigio sociale, rivestito dal proprietario della tomba nell’ambito della comunità cittadina. La scelta di questo particolare oggetto mitologico ha ben pochi precedenti nella pittura funeraria romana. I centauri marini combinano la figura mitologica dei centauri, tradizionalmente esseri metà uomini e metà cavalli, con la simbologia marina, unendo quindi il mondo terrestre e quello marino. Questi esseri fantastici rappresentano spesso il caos e la forza primordiale della natura, ma anche l’interazione tra il mondo umano e quello naturale, simbolizzando quindi il confine tra vita e morte, ed il passaggio da un mondo all’altro. Tuttavia è anche vero che nella società romana, le tombe erano luoghi dove si cercava di raffigurare la posizione sociale, le credenze e le aspirazioni del defunto. Le immagini mitologiche esprimevano spesso lo status elevato della famiglia, la sua ricchezza e la sua “connessione con il divino”. La presenza di creature mitologiche come i centauri marini, quindi, non è puramente decorativa, ma anche un indicatore del livello di cultura e dell’elevato status sociale, raggiunto dal capostipite della famiglia in ambito cittadino.
La Tomba del Cerbero rappresenta un’eccezionale testimonianza della cultura funeraria romana tra la Tarda Repubblica e la prima Età Imperiale, il cui stato di conservazione, la qualità delle pitture e la ricchezza del corredo, offrono un’importante finestra sulle credenze religiose e sociali non solo della comunità liternina del tempo, ma anche, per estensione, di quella di Roma stessa, dei suoi modelli ideologici e di comportamento.
Questa scoperta non solo arricchisce il panorama archeologico della Campania, ma getta nuova luce sulla vita e sulle tradizioni dei coloni romani, in un’area di cruciale importanza strategica ed economica; oltre a costituire uno straordinario documento archeologico, che racconta una pagina fondamentale del nostro passato, grazie alle possibilità interpretative offerte da un contesto chiuso ed inviolato nei secoli, che ha fotografato un preciso momento storico e ce lo ha restituito completo in ogni sua parte, uno spaccato significativo della vita, delle credenze e delle tradizioni dell’antichità.
Ma il focus storico, fortunatamente, non termina qui. Gli attesi lavori di scavo e raccolta dati, assicureranno altre meravigliose e straordinarie sorprese. Le premesse, significative, ci sono tutte.

Autore: Gennaro D’Orio – doriogennaro@libero.it

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