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SILIGO (Ss). Scoperta una strada romana..

Un tratto di strada romana lungo oltre 16 metri e larga circa 4 metri è la scoperta avvenuta in questi giorni a Mesumundu, nelle campagne di Siligo, in provincia di Sassari. La strada, sulla quale è stata anche ritrovata una moneta del 350 d.C. circa, era sepolta da una spessa coltre di terreno agricolo ed è stata identificata, dopo quattro settimane di scavi archeologici della scuola estiva internazionale di Archeologia Medievale dell’Università di Sassari, diretti da Marco Milanese, ordinario di Archeologia e direttore del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Ateneo.
“Il lastricato stradale portato in luce è uno dei rari segmenti di strada romana della Sardegna, datato con certezza all’età romana imperiale – afferma Milanese – potrebbe trattarsi di una deviazione, una sorta di svincolo, in direzione di Ardara, che si staccava dall’asse principale della viabilità romana della Sardegna, da Cagliari verso Porto Torres, la colonia di Turris Libisonis”.
Il luogo del ritrovamento coincide con il tracciato della strada Carlo Felice, l’attuale strada statale 131, e rappresenta una conferma e un arricchimento importante per il territorio, che riceve significati e una certificazione della viabilità romana, ad oggi solo oggetto di ipotesi.
Il territorio del Meilogu e in particolare la zona tra Monte Santo e Monte Pelao è un’area di particolare interesse per la viabilità romana della Sardegna, anche per il raccordo con la strada per Olbia, ma ad oggi non era noto alcun tratto di strada sicuramente databile all’età romana. La strada è stata ritrovata durante gli scavi delle aree adiacenti la piccola chiesa bizantina di Santa Maria di Mesumundu, oggetto da alcuni anni di scavi archeologici mirati a far luce sull’insediamento romano precedente l’epoca bizantina; l’insediamento consiste in un complesso termale (alimentato da un piccolo acquedotto) di una probabile stazione di servizio, per le necessità dei funzionari imperiali in viaggio e anche per i viaggiatori comuni.

Fonte: www.ansa.it, 28 lug 2018

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