SAVONA. L’antica villa romana sepolta dalle erbacce e dimenticata da tutti.

Pubblicato il : 12 Giugno 2017

Da «gioiello dell’archeologia» a rudere coperto di erba e rovi. È il destino della villa romana di Legino, con la sua splendida pavimentazione a mosaico, pressoché intatta, venuta alla luce 5 anni fa, durante gli scavi per la costruzione del nuovo quartiere di via Pietragrossa, nell’ambito dell’operazione «Giardini di Legino».
Quando nel settembre 2013, la pavimentazione venne presentata al pubblico, venne sottolineata l’importanza della scoperta archeologica che dimostrava come Legino ai tempi dei romani ospitasse ville di campagna con la tenuta agricola. La stessa Soprintendenza, nel rimarcare l’importanza della scoperta, sottolineava che per la sua unicità nel Savonese, il mosaico non sarebbe mai stato spostato, essendo radicato nella storia e nell’ambiente quotidiano della città.
Un patrimonio storico quindi, da salvaguardare e valorizzare a ricordo di oltre 2 mila anni di storia. Sono trascorsi ormai quasi 5 anni e quel sito, dal grande valore storico e archeologico, risulta coperto e assediato da erbacce e cespugli che ne impediscono addirittura la visibilità dalla stradina di accesso. L’area archeologica poi, è priva di segnaletica e indicazioni turistiche e risulta difficile anche avvicinarsi alle transenne che delimitano l’area della dimora romana. Insomma, quello che doveva diventare un richiamo turistico è ora un’altro «buco nero» della città, dove, chissà perchè, risulta anche difficile e complicato posizionare un paio di cartelli indicatori ed eliminare l’erba e i cespugli. Eppure, quando lo scavo venne presentato al pubblico nel settembre 2103, in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, l’area era perfettamente pulita, con il viottolo, le recinzioni in legno e i sentieri di accesso. Compresa una fontanella metallica. Ora non c’è acqua ma abbondano le erbacce.
Nel 2014 era stato siglato anche un protocollo d’intesa, per il mantenimento e la cura del sito, tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e il Comune di Savona. L’unica opera attualmente visibile, realizzata nel frattempo, è una tettoia di vetro sostenuta da un telaio metallico, posta a protezione della dimora romana e del suo splendido mosaico. Qualcosa è stato fatto ma forse è mancato il passo decisivo per rendere fruibile un bene di pubblico interesse che altrove verrebbe valorizzato.

Autore: Michele Costantini

Fonte: www.lastampa.it, 28 apr 2017

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