POGGIBONSI (Si). L’Archeodromo: il primo museo open air italiano sull’alto Medioevo.

Pubblicato il : 14 Gennaio 2016

L’Archeodromo è nato per riprodurre in scala reale una delle più importanti scoperte fatte sulla collina di Poggio Imperiale. Durante una campagna di scavi iniziata negli anni ’90 per indagare i resti dell’antica Podium Bonitii (fondata nel 1155 e distrutta nel 1270) gli archeologi dell’ateneo senese rinvennero anche un insediamento altomedievale in vita dal VI al X secolo, fatto di capanne e aree produttive.
Agli inizi del 2000, l’apertura del parco archeologico e monumentale prevedeva già la realizzazione di un futuro museo open air, dove ricostruire il piccolo villaggio del IX e X secolo per destinarlo a didattica e archeologia sperimentale e aperto a tutti, dagli specialisti alle scolaresche.
Oggi l’Archeodromo è uno dei poli d’interesse del Parco della Fortezza Medicea di Poggio Imperiale che occupa la collina sovrastante di Poggibonsi, dodici ettari di territorio che conservano la memoria delle origini della città. Tutto il complesso monumentale ospita oggi Cassero e Bastioni restaurati con la piazza d’Armi affacciata sulle colline del Chianti, Parco Archeologico, la cinta muraria tornata a nuovo splendore.
L’Archeodromo è la ricostruzione in scala reale e in progress del villaggio di IX-X secolo scavato all’interno della Fortezza dagli archeologi dell’Ateneo senese. Nell’ottobre 2014 è stata aperta al pubblico una prima porzione del villaggio: secondo criteri strettamente filologici, è stata realizzata la grande abitazione padronale e i suoi annessi, una capanna tipo longhouse di circa 140 metri quadri affiancata da un largo orto, una forgia e un’articolata area artigianale.
In un anno di attività l’Archeodromo ha conquistato importanti riconoscimenti e ha attratto circa 25mila visitatori fra appassionati, studenti, cittadini, turisti.
Le novità del ‘secondo lotto’ saranno presentate con eventi che caratterizzano l’attività di questo museo open air che ha la propria cifra nell’esperenzialità degli archeologi e del pubblico attraverso narrazioni, musica, archeologia sperimentale in diretta, ricostruzioni.
Sabato 16 gennaio prenderà il via la giornata inaugurale con, a partire dalle 10.30, attività di reenactment, living history e archeologia sperimentale. Alle 15 taglio del nastro.
L’Archeodromo nella due giorni sarà animato dai suoi consueti abitanti, rinforzati da due dei gruppi di ricostruzione altomedievale più importanti in Italia. Si tratta di “La Fara”, artigiani di altissima qualità e narratori di Cividale del Friuli che collaborano stabilmente con il Museo Nazionale di Cividale; dei Winileod (“canti amici o canti popolari”) gruppo marchigiano che sperimenta la musica altomedievale con ricostruzioni di strumenti dell’epoca. Narrazioni, musica, archeologia sperimentale in diretta, dimostrazioni di armi e combattimento e tanto altro creeranno un’atmosfera indimenticabile nel nuovo Archeodromo.

Fonte: www.quotidianoarte.it, 13 gen 2016

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