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PALERMO: Il tesoro di Morgantina sarà ridato alla Sicilia.

L’assessore Pagano. “Una svolta storica per la quale in sinergia con il ministro Buttiglione lavoriamo da tempo”.

L’attività diplomatica dell’assessore regionale ai Beni culturali Alessandro Pagano, in sinergia con il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione. sta per approdare a concreti risultati per quanto riguarda la restituzione dei pezzi archeologici trafugati dai tombaroli. E la Sicilia è particolarmente interessata all’accordo.

Negoziati avanzati sono in corso tra il museo Metropolitan di New York e il ministero per i Beni culturali italiano per il Tesoro di Morgantina, una collezione di splendidi argenti di 2500 anni fa che sono stati trafugati dalla zona archeologica di Morgantina, l’odierna Aidone. Secondo indiscrezioni raccolte anche dal prestigioso “New York Times” alla vigilia di incontri a Roma del direttore del museo Philippe de Montebello, il Metropolitan ha offerto all’Italia di riconoscere la provenienza siciliana dei 15 pezzi a patto di poter tenere metà degli argenti in prestito per 25 anni.

E’ una svolta storica. Per la prima volta un grande museo americano come il Metropolitan di New York ha riconosciuto la provenienza illecita dei reperti acquistati illegalmente nel corso dei decenni scorsi. Questo apre uno spiraglio anche per quanto riguarda gli altri musei come ad esempio il Paul Getty museum di Malibù che tra l’altro detiene dal 1988 la grande statua della Venere di Morgantina. Se l’accordo complessivo tra il Metropolitan di New York e lo Stato italiano potrà essere esteso anche agli altri musei l’Italia potrà tornare in possesso di reperti archeologici unici al mondo con la formula di consentire di tenere i pezzi per un certo numero di anni prima di essere definitivamente restituiti.

De Montebello sarà oggi al ministero per colloqui che investono la provenienza di una trentina di pezzi emigrati illegalmente dall’Italia. I pezzi sarebbero finiti al Metropolitan o nella collezione di Shelby White, una componente del consiglio di amministrazione del museo che ha finanziato con alcuni milioni di dollari i lavori di allestimento delle nuove gallerie greco-romane la cui inaugurazione ufficiale è in programma nel 2007. In cambio della collaborazione con i musei americani, il governo italiano ha promesso di rivedere le sue politiche sui prestiti (attualmente il massimo è di quattro anni) estendendoli a otto o 12 anni. L’Italia ha però messo in chiaro che nessun prestito sarà concesso ai musei che non accettano di collaborare.

Gli argenti di Morgantina sono da oltre vent’anni al Metropolitan e due pezzi sono attualmente esposti nelle vetrine del museo newyorchese. Vennero acquistati in due franche nel 1981 e 1982 per 2,74 milioni di dollari. Al Metropolitan, secondo l’Italia, sono esposti altri importanti oggetti archeologici, il più famoso dei quali è il cratere di Eufronio, capolavoro del Quinto secolo avanti Cristo che venne venduto al museo nel 1972 da Robert Hecht, lo stesso mercante d’arte coinvolto nel processo contro la curatrice del Getty Marion True in corso a Roma. Il vaso è considerato uno dei pezzi forti della collezione di antichità del Museo e le autorità italiane hanno recuperato una memoria scritta di pugno di Hecht che racconta di come era entrato in possesso del cratere, a partire da una mattina del dicembre 1971 quando il mercante d’arte italiano Giacomo Medici lo avvicinò con una polaroid del pezzo.

Oltre al tesoro d’argento di Morgantina e alla Venere ci sono quantomeno da recuperare le coppie in marmo di teste, mani e piedi, cosiddetti acroliti, anch’essi provenienti dallo straordinario “giacimento archeologico” di Morgantina. “E’ un lavoro lungo – dice l’assessore Alessandro Pagano -, fatto di persuasioni e di pressioni diplomatiche. Siamo ormai alle ultime decisive battute di questo percorso. Evito di fare proclami sino a quando la Sicilia non riavrà indietro le grandi testimonianze della sua storia antica”.

Fonte: La Sicilia 22/11/2005
Autore: Tony Zermo

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