LIPARI (Me). Negli abissi, il relitto maledetto.

Pubblicato il : 4 Febbraio 2018

Nel 300 a.C. il tragico naufragio di una nave carica di anfore e ceramiche.
Sul versante orientale della splendida isola di Lipari, e precisamente nella Secca di Capistello, nel 300 a.C., una nave si inabissò con il suo prezioso carico di anfore, dopo aver urtato la sommità della secca e rovesciato il carico su un’area di oltre 1200 metri quadrati.
E’ probabile che la nave provenisse da una delle colonie greche della baia di Napoli e si dirigesse, via Eolie, ad uno dei centri punici della Sicilia occidentale, come Lilybaeum (Marsala), o forse verso l’Africa settentrionale e che il naufragio sia avvenuto mentre cercava di doppiare l’estremità meridionale di Lipari.
Il relitto è adagiato, a circa 200 metri dalla secca, su un fondale in ripidissimo pendio, 45°, che scende fino a circa 102 metri di profondità e proprio questo elemento rende molto pericoloso il fatto di volerlo raggiungere senza le giuste attrezzature.
E’ considerato un relitto maledetto perchè è costato la vita a numerosi sub e “tombaroli” subacquei.

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