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ERCOLANO (Na). Un rilievo dionisiaco.

Un nuovo rilievo in marmo greco con scene dionisiache è venuto alla luce ad Ercolano durante i lavori di manutenzione in un lussuoso edificio residenziale solo in parte scavato nella considdetta Insula nord-occidentale.
Era inserito a due metri dal pavimento nel rivestimento in intonaco dipinto della parete est di una grande sala decorata in quarto stile (in voga al momento dell’eruzione, caratterizzato da prospettive architettoniche).
Nel 1997 un rilievo analogo, sempre di ambientazione dionisiaca, era stato messo in louce e distaccato dalla parete sud della stessa stanza, ove era inserito nel medesimo modo ed alla stessa altezza dal pavimento.
Sulla destra del rilievo si trovano una Menade danzante ed una divinità maschile barbata, probabilmente Dioniso; sulla sinistra, davanti ad una statua arcaistica di Dioniso con il kantharos, sono invece visibili due figure in abiti femminili, l’una giovanile e l’altra adulta, quest’ultima con una mano sulla spalla della prima in segno di protezione.
Problematico appare l’oggetto nelle mani del personaggio giovanile: un arnese o una fiaccola, forse in rapporto con un particolare rituale.
Non è chiaro se vi sia un nesso narrativo fra le due scene in cui si articola il rilievo, realizzato da una bottega neoattica nella prima metà del I sec. d.C., o se si tratti piuttosto di un pastiche in cui appaiono mescolati, o rielaborati, motivi e scene di argomento dionisiaco, che certo rispondevano ad una precisa scelta del committente, il quale aveva prediletto questo tema anche per la parete sud della stanza.
L’uso di rilievi di marmo (typoi) nella decorazione parietale diventa di moda nel mondo romano a partire dal I sec. a.C., quando una committenza ricca e colta si rivolge al mercato antiquario per procurarsi originali o copie di opere d’arte greca da utilizzare come ornamenti di prestigio nelle dimore.
Esemplare è il passo di una lettera di Cicerone ad Attivo (ad Atticum, I, 10, 3) del 67 a.C., in cui si rivolge all’amico per commissionargli l’acquisto di due puteali scolpiti e di rilievi di marmo da inserire appunto nel rivestimento pittorico dell’atrio della sua villa tuscolana.


Fonte: Archeologia viva 01/07/2009
Cronologia: Arch. Romana

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