ELIANA BERTAMONI (+2017), PIERMASSIMO GHIDOTTI. Costruire il sacro. Tecniche edilizie, trattamento delle superfici e graffiti devozionali nel medioevo centropadano.

Pubblicato il : 22 Luglio 2019

La religiosità delle campagne centropadane esprime edifici spesso condizionati da suggestioni pagane, ma dei quali è pervenuto un discreto numero al contrario di altri aspetti dell’ambito medievale, ancor oggi nebuloso. La relazione con il romanico maturo delle città, l’ultimo pervenutoci, consente di approntare una geografia variegata che dal reimpiego romano spazia alla crisi delle fornaci di pianura, agli alzati lapidei gardesani (Brogiolo 1989) o appenninci in un confronto organico solo in alcune aree.
La ripresa produttiva della metà del XII secolo impone un laterizio nuovo, mentre la cronologia dei lapidei và ricercata nelle differenti declinazioni a bozzette, blocchi, conci squadrati compresi da Fornovo e Berceto (Pr) a Carpenedolo, Iseo, Padenghe (Bs). Studiando maestranze e tecniche si è intercettata una statistica del costruito che spazia dal Palatium vescovile di Genivolta (Cr), inserito già nel 1026 nel castro novo (Falconi 1979), e dalle chiese urbane o plebane ad un un connettivo diffuso di sacro minore (Bertamoni, Ghidotti 2018).

Leggi tutto nell’allegato: COSTRUIRE IL SACRO

Allegati:
TAB.1 SACRO MINORE CENTROPADANO-converted
TAB.2. LATERIZI POSTCLASSICI-converted
TAB.3.TECNICHE EDILIZIE-converted
TAB.4.DECORAZIONI A GRAFFIATURA-converted
TAB.5. GRAFFITI-converted

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