COLLOREDO DI MONTE ALBANO (UD): Gli scavi danno alla luce una nuova torre sconosciuta.

Pubblicato il : 16 Gennaio 2004

Le indagini archeologiche avviate diversi mesi fa a Colloredo di Monte Albano, splendida cittadina in posizione collinare di formazione morenica a nord del capoluogo friulano, sono terminate e sono state eseguite in collaborazione dei membri volontari dalla Società Friulana di Archeologia di Udine, coordinati da Vinicio Tomadin e dalla dottoressa Mariella Moreno della regione Friuli Venezia Giulia.

Gli scavi voluti e finanziati dall’attuale proprietario il dott. Stanislao Nievo e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, hanno portato alla luce importantissime notizie e reperti archeologici.

La zona indagata è stata la parte esterna del mastio nel lato nord per una lunghezza complessiva di 45 metri. Di rilevanza scientifica e storico artistica è stato il presunto ritrovamento della torre che dovrebbe avere le medesime dimensioni di quella principale.

Un ritrovamento eccezionale, del quale nessuno conosceva l’esistenza, per il lavoro effettato dai volontari della Società Friulana di Archeologia che hanno scavato con pochissimi mezzi finanziari ma con molta volontà e passione per la ricerca della storia del territorio friulano; nessuno conosceva l’esistenza del manufatto.

Al suo interno della presunta torre, sono state ritrovate alcune palle da bombarda insieme a moltissimo materiale ceramico, probabilmente datata in epoca in cui si ha notizie del crollo della torre.

Come da sempre afferma Tomadin, esperto in ceramica antica da circa 30 anni, le naturali discariche al di là delle mura dei castelli, sono un tesoro rcheologico da non sottovalutare sia per l’aspetto costruttivo e del materiale, sia per la ricostruzione della storia, della vita economica e famigliare dei residenti nel castello in quel epoca e in questo caso, la qualità del materiale, è veramente notevole.

Nel 1511 a causa delle lotte che videro Strumieri e Zamberlani combattersi, molti castelli friulani furono distrutti o gravemente danneggiati.

Nel diario di scavo non mancano monete di epoca patriarcale e veneziana, punte di freccia, le quadrelle di balestra, chiavi, cucchiai, ferri di ogni sorta e lanterne in bronzo.

Lo studio dei materiali, la pulizia, la ricerca dei frammenti e l’assemblaggio vede impegnati da molte settimane i soci della SFA.

Distrutto in gran parte dal terremoto del 1976 che in provincia di Udine in friulano viene chiamato “l’Orcolat”, il castello di Colloredo fu fondato nel 1301 da Guglielmo di Mels. Da molti anni il castello è oggetto di approfondite indagini archeologiche. La prima fu eseguita dallo stesso Tomadin dal 1980 al 1983 portò alla luce molti e importanti ritrovamenti.

Altre indagini furono eseguite presso il maniero hanno interessato l’ala Nievo e sono proseguite fino al portale principale dal 1992 al 1996.

Per ulteriori informazioni che riguardano la partecipazione agli scavi archeologici: Fondazione Ippolito Nievo:

Piazza Trasimeno, 6
00198 Roma
Tel/Fax: 06.8841392

Mail: fondazioneippolitonievo@tin.it
Fonte: CulturalWeb
Autore: Daniele Ciocchetti
Cronologia: Arch. Medievale

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