CASTELVETRANO (Tp). L’Efebo di Selinunte cerca casa.

Pubblicato il : 4 Gennaio 2016

Con duemila e ciquecento anni alle spalle, l’Efebo di Selinunte ha avuto un trascorso vessato e tutt’oggi le sue peripezie continuano imperterrite. L’Efebo, che deriva dalla parola greca giovinezza, è una statua bronzea risalente al V secolo a.C. ed è stato recuperato nel 1882 nel comune di Castelvetrano, precisamente nella località di Ponte Galera. Il comune di Castelvetrano l’acquistò per la cifra di 50.000 lire per essere utilizzata come cappelliera e portaombrelli dei Sindaci e infine messa in un magazzino per quarantasei anni.
Fu “riportata alla luce” nuovamente dal filosofo Giovanni Gentile nel 1928 e successivamente affidata al gabinetto di restauro del Museo di Siracusa, guidato dall’archeologo Paolo Orsi. L’Efebo, o come direbbero i cittadini di Castelvetrano “lu pupu”, divenne il simbolo della città. La sua residenza nell’anticamera del Sindaco durò solamente trentaquattro anni, poichè la notte del 30 Ottobre 1962 venne trafugato. I ladri non riuscirono a liberarsi della statuetta; si resero conto della difficoltà del portarla all’estero e della diffidenza dei più grandi mercati internazionali. Fu così che la banda di malviventi chiese un riscatto allo stato e alla stesso comune di Castelvetrano. Un riscatto tra i venticinque e trenta milioni di lire, che non portò risultati per i criminali.
Nel 13 Marzo del 1968 l’Efebo fu ritrovato a Foligno, grazie all’intervento delle forze dell’ordine, dell’Interpol e del ministro plenipotenziario Rodolfo Siviero, che ingannò i ladri fingendosi un antiquario. Infine fu affidato all’Istituto Centrale del Restauro di Roma.
Il Giovane di Selinunte ha viaggiato molto negli anni seguenti al restauro: è stato alle Olimpiadi di Atene nel 2004 e ha rappresentato l’Italia nell’Expo di Shangai, per poi tornare a casa.
Infatti, al momento, si può ammirare nella Casa del Viaggiatore a Castelvetrano. Un’esposizione realizzata con l’aiuto di un privato, che ha garantito la copertura assicurativa per tre mesi (fino a Gennaio 2016). L’Efebo è ben collocato, ha estasiato migliaia di visitatori, ma a polizza scaduta, rischia di perdere per l’ennesima volta la sua dimora. “Valuteremo a fine gennaio cosa fare.” Ha affermato il sindaco di Castelvetrano Felice Errante,”Cercheremo le risorse e lo risistemeremo nel piccolo museo cittadino, garantendone comunque la sicurezza.”
Il problema è sempre lo stesso: la mancanza di fondi. Inoltre, a rimarcare e ad ampliare queste problematiche, vi è la poca collaborazione tra Soprintendenze e Sponsor privati. Il comune di Castelvetrano vuole conformarsi ad altri siti, soprattutto per arginare queste difficoltà, aprendo di più ai privati. Seguendo l’esempio della valle dei Templi di Agrigento, per la prossima estate ci sarà una serata dedicata al design e alla moda.
Una iniziativa davvero interessante che servirà, sicuramente, a far conoscere questi meravigliosi luoghi. E’ positivo anche il parere dello storico e scrittore Valerio Massimo Manfredi: “In generale sono favorevole all’ingresso di budget privati e sponsorizzazioni per il rilancio dei beni archeologici, di sicuro quando l’ente pubblico, cui spetta comunque il compito del coordinamento e la programmazione degli interventi, non sia in grado di finanziarli.”

Fonte: www.quotidianoarte.it, 20 dic 2015

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