Carlo FORIN, Lingua e nomi degli dèi = dingua et/TE DINGIR.

Pubblicato il : 31 Luglio 2010
Il titolo va inteso come una equazione matematica “lingua e nomi degli dèi = dingua et TE DINGIR (1)”.
Benché sia solo un’identità linguistica, si offre con la stessa esattezza: l’espressione italiana è uguale alla seconda espressione combinata in latino (corsivo) – sumero (maiuscoletto).
L’uguaglianza in latino tra lingua et dingua fu un’opinione del retore Marius Victorinus, tanto famoso in Roma da aver avuto una sua statua nel foro -lui vivente- (2) ed oggi noto con questa idea grazie a A. Ernout e A. Meillet (3):
“D’après Marius Victorinus, GLK VI 26, 3, la forme ancienne du mot lingua était dingua.”
Tr.: secondo Marius Victorinus la forma antica della parola lingua era dingua.
Vista l’identità tra l’italiana lingua e l’espressione storica latina lingua, l’analisi focalizza dingua, che chiameremo espressione archeologica (non osservata da altri che da Victorinus).
Et latina è una connessione uguale a sumera TE ‘entro in contatto con’.
Uguale è ‘DINGIR dinguaque = dingua E casa KU distinguo DINGIR divinità.
Dunque: -que = E KU/QU.
E’ trasparente l’uguaglianza ding(ua) = DING (IR) in ‘ding’.
(ua) è Cielo-Terra. (IR) = ir(e) (4), andare.
DINGIR ‘giro della divinità che entra (ed esce)’ è un indigitamentum, un’apparizione-sparizione in cui tum ‘improvvisamente’ la divinità era creduta esercitare la sua azione secondo il voto.
Leggo DI dio IN entra [noterete l’inversione IN DI di indigitamentum].
DIN può ribaltare in NID: NID ABA, dea della cannuccia scrittoria (5).
La g = G di luce, che fa corpo a sé; può seguire DIN o non seguire IN DI (G).
I nomi degli dèi, conservati attraverso gli indigitamenta (pratiche rituali evocative dei nomi degli dèi eseguite con scrupolosa esattezza, pena il fallimento della conversione dello status proposto al dio (6)), sono lo strumento che consente l’uguaglianza dei due membri con un passaggio di scala dall’indagine storicistica ad una dimensione millennaria estesa 4280 anni [età del nome Antares, sumero AN TAR ISH].
L’uguaglianza si erge su di un passaggio di archetipo, dalla diade antica alla mònade (7).
La diadi è una coppia che consente l’endiadi
– Endiadi è “espressione di un unico concetto per mezzo di due termini coordinati” .
come potete leggere sul numero di luglio-agosto di te onomasiologia in www.siagrio.it.

Note:
(1) Robert A. DI VITO –Studies in III millennium sumerian and accadian personal names, 1993 Roma, analizza l’espressione DINGIR = divinità in tutte le epoche sumere
(2) Agostino, Le confessioni, Torino, Einaudi, 2001, Libro ottavo. Nella visita a Simpliciano ascolta il racconto della conversione al Cristianesimo del retore famoso in Roma verso la metà del 350 d.C.
(3) A. ERNOUT, A. MEILLET, Dictionnaire ètymologique de la langue latine, 1969 Librairie C. Klincksieck, Paris.
(4) ire latina risulta uguale nella forma IR al significato sumero andare. Esce a pag. 207 di G. REISNER, T. AUS TELLOH, Studi per il vocabolario sumerico, I/3, Glossario, edito dall’Università degli studi di Roma LA SAPIENZA, Roma 1985.
(5) E dell’erba ß ER BA “cammino di BA”, un giro auto evidente in ABA.
(6) Micol PERFIGLI, Indigitamenta, Divinità funzionali e Funzionalità divina nella Religione Romana, Pisa, edizioni ETS, 2004.
(7) BA AL à alba.      

Autore: Carlo Forin – e-mail: carlo.forin1@virgilio.it

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