CABRAS (Or). Concluse le indagini, ecco i tesori di Mont’e Prama: sotto terra strade, tombe e edifici.

Pubblicato il : 17 Marzo 2020
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Nel sottosuolo del Sinis antichi edifici, strade, capanne e tombe. Dopo sei anni e mezzo esatti, si è chiusa la ricerca su Mont’e Prama e dintorni da parte del geofisico Gaetano Ranieri che si è avvalso di sofisticata strumentazione georadar. La relazione conclusiva è stata consegnata alla Fondazione di Sardegna e riporta i risultati raggiunti e le prospettive future sia nel campo geofisico-tecnologico che in quello archeologico e museale.
Oltre che a Mont’e Prama la ricerca è stata portata nel villaggio e nell’ipogeo di San Salvatore di Sinis e nello stagno di Cabras.
I risultati raggiunti parlano di un sito archeologico ben più vasto di quello scavato negli anni ‘70 del secolo scorso e nel 2014-2017. E descrivono un sito che potrebbe andare oltre i 15 ettari indagati ogni 10 cm, un sito con strade, costruzioni quadrate o quadrangolari, nuovi filari di tombe, recinti, forse cisterne e gruppi di capanne circolari.
Lo studio effettuato negli ultimi anni riguarda il villaggio e l’ipogeo di San Salvatore di Sinis e lo stagno di Cabras.
“San Salvatore di Sinis si rivela come un sito sorprendente”, scrive Ranieri, “la ricchezza dei disegni rivelati, dimenticati e nascosti dal degrado e dall’incuria per centinaia di anni, svela e verifica alcuni miti del passato, racconta episodi tragici, documenta una ricchezza di conoscenze e un modo di vivere complesso e ardito. I disegni appaiono finalmente come nessuno li ha mai visti addirittura fino ad oggi.
Lo stagno di Cabras”, aggiunge, “è una vera sorpresa. Esplorato per circa un sesto della sua estensione, racchiude costruzioni trapezoidali (in sezione) sotto oltre 9 metri di sedimenti, verificate con due metodi distinti e con diverso significato fisico. Un paleo-lago e i relativi immissari raccontano un paesaggio antico straordinario, che varrebbe la pena conoscere meglio e quindi con altre ricerche e campionamenti.
Naturalmente parleremo diffusamente di quanto trovato in contesti scientifici di assoluto rilievo internazionale, ma non tralasceremo la divulgazione in ambito regionale, nazionale e internazionale”.

Fonte: www.castedduonline.it, 29 dic 2020

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