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BETLEMME. L’imperatrice Elena ne era sicura: qui nacque Gesù.

La basilica della Natività a Betlemme è una delle mete fondamentali di ogni pellegrinaggio in Terra Santa: qui si venera, infatti, la grotta dove nacque Gesù.
A dire tutta l’importanza di questo luogo è il fatto che l’imperatrice Elena – la madre di Costantino, intorno all’anno 325 – fece costruire chiese in tre luoghi: quelle del Santo Sepolcro e del Monte degli Ulivi a Gerusalemme e – appunto – questa sopra la grotta di Betlemme.
Come faceva a sapere che quello era proprio il luogo dove nacque Gesù?
L’imperatore Adriano, nell’anno 135, aveva fatto radere al suolo tutti i luoghi di culto degli ebrei e dei cristiani, sostituendoli con templi pagani.
Nella Betlemme del quarto secolo esisteva ancora un boschetto dedicato ad Adone, che aveva preservato la memoria di un culto precedente: non poteva che essere il luogo dove i giudeo-cristiani, appena un secolo dopo i fatti, ricordavano le nascita di Gesù.
La chiesa costantiniana fu poi ricostruita molto più grande dall’imperatore d’Oriente Giustiniano intorno all’anno 540. E, nonostante tutte le invasioni e le guerre che hanno scandito la storia in questo angolo del mondo, l’edificio è arrivato praticamente intatto fino ai nostri giorni.
Ora dunque è in corso questo studio in vista del restauro, che – all’interno del Consorzio guidato dall’Università di Ferrara – vede impegnati anche altri ricercatori italiani provenienti dal Cnr Ivalsa di Firenze, dal Laboratorio Sperimentale Interuniversitario della Campania, dalla Scuola di specializzazione in Beni architettonici dell’Università La Sapienza di Roma e dal Dipartimento di Storia e archeologia dell’Università di Siena.

Fonte: L’Avvenire on line, 23-12-2010

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