Paestum completa il nuovo Museo: nasce il percorso “Paestum fuori le mura”, si conclude il più ampio intervento di rinnovamento degli ultimi decenni, da presentare al pubblico.
Con l’inaugurazione del nuovo assetto espositivo, avvenuta martedì 4 agosto, il prestigioso edificio museale, fondato nel 1952 nel cuore dell’antica Poseidonia, va ad integrare il programma di riqualificazione, avviato nel 2019 dai Parchi archeologici di Paestum e Velia, restituendo ai visitatori un itinerario unitario che attraversa oltre quarantamila anni di storia e riportando alla piena fruizione una delle raccolte più celebri dell’archeologia italiana, quella delle tombe dipinte di età greco-lucana.
L’evento non coincide con l’inaugurazione di una singola sezione, ma rappresenta il completamento di un progetto sviluppato nell’arco di sette anni ed articolato in più fasi. Nel 2023 erano state riaperte le sezioni dedicate alla preistoria ed alla protostoria del territorio, gli spazi dedicati ai santuari ed all’organizzazione della città greco-lucana, oltre alla nuova sezione Oltre il museo.
Nel 2024 era stata invece inaugurata la sezione Paestum: dalla città romana a oggi.
L’ultimo tassello arriva, ora, con l’apertura della nuova sezione. Nuovi scavi e ricerche e, con il riavvio delle sale dedicate alle necropoli, al territorio ed alle tombe dipinte della città greco-lucana.
Il risultato è un museo completamente ripensato, nel quale il percorso di visita assume una struttura organica e continua, col nuovo allestimento che accompagna il pubblico dalle prime testimonianze della presenza umana nel territorio, risalenti a oltre quarantamila anni fa, fino alle più recenti campagne di ricerca archeologica, passando per la fondazione della colonia greca di Poseidonia, la trasformazione della città in età lucana e romana, la sua riscoperta durante il Grand Tour e le moderne attività di tutela e valorizzazione.
Il titolo scelto per il nuovo progetto espositivo sintetizza l’impostazione che caratterizza l’intero museo. Paestum fuori le mura sposta infatti lo sguardo oltre il perimetro dell’antica città, verso quel territorio che durante l’età greca e lucana ospitava necropoli, santuari suburbani e rurali, insediamenti abitativi ed aree produttive. Non un semplice spazio periferico, dunque, ma un elemento essenziale per comprendere il rapporto tra Poseidonia ed il paesaggio circostante, tra la città, il culto religioso e la memoria dei defunti.
L’intero percorso è stato concepito per mettere in relazione reperti archeologici, contesti di provenienza, apparati didattici e strumenti multimediali, costruendo una narrazione che supera la tradizionale suddivisione per sezioni e restituisce un racconto unitario dello sviluppo storico del territorio.
Tra gli elementi più attesi del nuovo allestimento figura il ritorno della straordinaria collezione delle tombe dipinte, uno dei nuclei identitari del patrimonio archeologico di Paestum. Le celebri lastre funerarie di età greco-lucana, databili tra il V secolo e i primi decenni del III secolo a.C., tornano infatti pienamente accessibili al pubblico insieme ai rispettivi corredi funerari, all’interno di sale completamente rinnovate.
Il nuovo percorso espositivo propone una lettura diversa rispetto al passato: le tombe dipinte non vengono più presentate soltanto come capolavori della pittura funeraria antica, ma vengono ricollocate nel loro contesto originario, ricostruendo la struttura delle sepolture, i rituali funerari e le circostanze della scoperta archeologica. Il dialogo continuo tra le lastre dipinte ed i corredi permette di comprendere meglio l’identità delle persone sepolte, le credenze religiose ed i valori sociali delle comunità lucane. Le decorazioni raccontano scene di ritorno del guerriero, combattimenti, gare atletiche, cortei e momenti di commiato, offrendo una testimonianza diretta delle concezioni della morte, della memoria e della rappresentazione del prestigio sociale nell’Italia meridionale tra V e III secolo a.C.
Accanto alle tombe già note al pubblico, il museo espone per la prima volta nella collezione permanente nuove lastre dipinte. Tra queste spiccano quelle provenienti dalla tomba a camera 113 della necropoli di Spinazzo, considerate di particolare pregio per la qualità del programma decorativo. Le pitture sono state oggetto di un delicato intervento di restauro cofinanziato dal Ministero della Cultura e dalla donazione della società Eutecne S.r.l., nell’ambito del programma Art Bonus.
Le sale dedicate alle necropoli ed al territorio ampliano ulteriormente il racconto, illustrando l’organizzazione dello spazio esterno alla città in età greca e lucana. Accanto a reperti già conosciuti trovano posto materiali finora conservati nei depositi, che documentano i rapporti tra il centro urbano, i santuari, gli insediamenti rurali, le attività produttive e le aree funerarie disseminate nella chora dell’antica Poseidonia.
“Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum rappresenta da anni un punto di riferimento per il territorio”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aggiunge: “Il nuovo allestimento lo rende ancora più bello e ne amplia le possibilità di fruizione. Cura e accessibilità sono le parole chiave di questa giornata: un museo realizza pienamente la propria funzione quando favorisce la partecipazione e consente a ciascuno di sentirsi parte attiva della comunità. Professionalità, passione e tecnologie avanzate permettono di avvicinare pubblici sempre più numerosi. È così che il museo diventa un presidio fondamentale, capace di tenere viva una rete di relazioni e di rafforzare il senso di appartenenza. La cultura è anche presenza e prossimità ai cittadini”…
Tra le principali novità figura anche la sezione Nuovi scavi e ricerche, inaugurata contestualmente al completamento del museo. Lo spazio porta i visitatori dietro le quinte dell’attività quotidiana dei Parchi archeologici, illustrando le fasi della ricerca, della tutela, del restauro, della conservazione e della valorizzazione. Le vetrine ospiteranno allestimenti temporanei dedicati alle collaborazioni con università italiane e straniere, istituti di ricerca, scuole, enti ed associazioni impegnati nello studio del patrimonio archeologico… Uno degli aspetti centrali del nuovo museo riguarda proprio l’accessibilità. Il rinnovamento non interessa soltanto l’esposizione delle collezioni, ma anche le modalità con cui il patrimonio viene raccontato. Apparati didattici aggiornati, contenuti multimediali, supporti tattili e percorsi in Lingua dei Segni Italiana consentono differenti livelli di lettura e favoriscono l’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale. Gli interventi sono stati finanziati attraverso i programmi PON Cultura e Sviluppo FESR 2014-2020, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e diversi progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicati all’accessibilità, alla digitalizzazione del patrimonio documentale e all’efficientamento energetico.
In particolare, grazie ai fondi del PNRR è stato completato il percorso tattile del museo, sviluppato in collaborazione con il Museo Statale Tattile Omero di Ancona. Il nuovo itinerario comprende venticinque riproduzioni tridimensionali realizzate con stampa 3D, supporti progettati secondo i principi dell’universal design e didascalie in italiano, inglese e Braille bilingue, dedicate alla storia di Poseidonia-Paestum. L’iniziativa mette a disposizione contenuti multimediali in Lingua dei Segni Italiana e International Sign Language, ampliando ulteriormente le possibilità di fruizione del museo da parte delle persone sorde.
Il rapporto con la comunità locale emerge anche dal recupero dell’installazione realizzata nel 1972 da Carlo Alfano nel cortile del museo. L’opera, restaurata grazie al sostegno della famiglia Palmieri dell’azienda Vannulo, rappresenta il primo esempio di intervento d’arte contemporanea collocato all’interno di un museo archeologico italiano. Ideata come conclusione del ciclo Tempi prospettici, in seguito alla scoperta della Tomba del Tuffatore nel 1968, torna così a dialogare con il celebre dipinto funerario attraverso il sistema di riflessi e rifrazioni previsto dall’artista.
Insomma una simbiosi di meraviglie del passato, rese oggi più riqualificate e partecipate, assolutamente da non perdere.
Autore: Gennaro D’Orio – doriogennaro@libero.it









