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CHIUSI (Si). Situla dellla Pania.

A Chiusi, città situata fra le colline della Valdichiana nell’Appennino senese, in località Melagrano-La Macchia-Pania al confine con l’Umbria, non lontano dall’abitato esiste un sepolcreto costituito da una quindicina di tombe dipinte etrusche; esse praticamente sono delle camere destinate i defunti e risalgono al VI secolo a.C.
La Tomba della Pania è una si queste: è decorata semplicemente, ma il corredo che accompagna la coppia, formata da un defunto inumato e da uno incenerito, è decisamente ricco, formato com’è di oggetti in metallo e bucchero, armi varie, paste vitree; ma particolarmente interessante è la Situla o Pisside della Pania, una specie di contenitore – un secchiello, se si vuole – in avorio, ricco di decorazioni, che oggi è conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze ed esposto all’ammirazione dei visitatori; la pisside vide la luce alla fine del VII secolo a.C.
Quello stupendo reperto è uno dei pochi esemplari che sono giunti sino ai giorni nostri e che rappresentano ciò che di bello ed artistico erano in grado di produrre gli Etruschi; è questo insieme solo ad altri due reperti provenienti rispettivamente da Chiusi e Cerveteri.
Il materiale di cui è fatto è una piccola parte vuota di una zanna d’avorio di elefante. L’altezza della pisside è di 22 centimetri ed il suo contorno è arricchito da decorazioni effettuate con fasce orizzontali. Nella prima, da una parte è Ulisse che si trova davanti Scilla e dall’altra la sua fuga da Polifemo; nella successiva, è rappresentata la partenza di un soldato, seguito da opliti, mentre le donne piangono, un guerriero danza ed è presente un cavaliere; la terza mostra animali e mostri vari e, infine, nell’ultima, è scolpita una successione di animali di fantasia. Nella parte superiore ed in quella inferiore sono due fasce più strette le cui decorazioni sono di fiori di loto.
Sinceramente una bella opera che, un volta ancora, mostra l’abilità e la capacità degli specialisti nella lavorazione di materiali preziosi dell’antica Etruria.

Autore: Mario Zaniboni – mario.zaniboni2024@libero.it

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