Semi d’uva, bacini in pietra e ambienti abitativi: una missione archeologica congiunta egiziano-cinese ha riportato alla luce, nell’attuale area di Mit Rahina, in Egitto, una probabile pressa per la produzione di vino risalente all’antica Menfi. L’installazione, composta da un bacino superiore inclinato verso un’apertura centrale e da uno inferiore destinato a raccogliere il liquido, presenta fori che potrebbero essere serviti ad alloggiare anfore. Il ritrovamento di semi d’uva al suo interno rafforza l’ipotesi di un impianto vinicolo.
Poco distante sono emersi anche i resti di un complesso residenziale, a testimonianza di un’occupazione umana continuativa dell’area dal Terzo Periodo Intermedio ed Epoca Tarda fino all’età tolemaica e romana, anche dopo il declino del ruolo religioso del tempio. Secondo Mohamed Abdel Badie, a capo del settore antichità egizie del Supremo Consiglio delle Antichità, la compresenza di strutture abitative ed evidenze legate alla produzione alimentare offrirà nuovi elementi sulla vita quotidiana ed economica degli abitanti di Menfi nelle sue fasi più tarde.
Tra i reperti spiccano inoltre elementi architettonici e frammenti statuari, molti risalenti al Nuovo Regno e al regno di Ramses II, realizzati in graniti e altre pietre, insieme a ceramiche, figurine fittili e ostraca, alcuni probabilmente appartenuti in origine al Grande Tempio di Ptah, il principale della città.
La missione, guidata da Reham Zaki (Supremo Consiglio delle Antichità) e Chen Jie (Shanghai Museum), ha preso avvio dalla pulizia e documentazione del Tempio di Sekhmet, individuato casualmente nel 1959 e scavato una prima volta nel 1961-62. Si tratta delle prime nuove indagini sul sito dagli anni Sessanta.
Autore: Giorgio Valentini.
Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 1 set 2026








