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TURCHIA. E’ stata ricostruita una monumentale statua dell’imperatore Adriano.

A Kibyra, antica città della Turchia sud-occidentale, torna a ricomporsi una rara immagine dell’imperatore Adriano, che guidò Roma dal 117 d.C. al 138 d.C. Gli archeologi hanno completato la ricostruzione di una monumentale statua marmorea alta 2,14 metri, assemblando frammenti rinvenuti nel corso delle campagne di scavo. L’opera, destinata al Museo di Burdur insieme alle altre sculture recuperate, costituisce uno dei pochi esempi di raffigurazione sostanzialmente integra di Adriano provenienti dall’Anatolia.
La statua mostra l’imperatore in veste di comandante militare, con un’armatura ornata da elaborati rilievi, tra cui spiccano un leone ed un’aquila. Realizzata in marmo di alta qualità proveniente dalle aree di Afyon-Döğer e İscehisar, è databile intorno al 130 d.C. L’identificazione è stata resa possibile dal ritrovamento di una testa-ritratto ben conservata, successivamente ricongiunta ad un torso corazzato scoperto in una precedente campagna.

Gli scavi archeologici di Kibyra sono in corso dal 2006 e hanno progressivamente restituito importanti testimonianze della città romana. Le ricerche attualmente più significative interessano la Porta Monumentale, un imponente accesso urbano caratterizzato da due torri circolari ed un passaggio centrale a tre arcate. Proprio in quest’area, nel 2025, è stata avviata una nuova fase di indagini archeologiche: il monumento si presentava in gran parte come un ammasso di blocchi crollati e, da allora, circa 2.500 elementi architettonici sono stati rimossi, documentati e classificati in vista della futura ricostruzione.
È durante queste indagini che sono stati individuati frammenti appartenenti a quattro statue marmoree, probabilmente collocate nella parte superiore della porta. Una di esse rappresenterebbe l’imperatrice Sabina, moglie di Adriano. Sono stati inoltre recuperati un’altra figura imperiale corazzata, alta circa 1,86 metri, una statua femminile conservata in due sezioni ed una testa maschile di circa 30 centimetri, oltre ad una ventina di frammenti di arti.

La presenza delle immagini imperiali potrebbe essere collegata ad una possibile visita di Adriano. Non esistono però prove documentarie che attestino un suo passaggio a Kibyra, sebbene l’imperatore, al potere dal 117 al 138 d.C., abbia viaggiato a lungo nelle province dell’Impero, compresa l’Anatolia.
Le sculture sarebbero state distrutte in seguito ad un violento terremoto, probabilmente quello del 417 d.C. Cadute dalla parte superiore della porta, si sarebbero frantumate ed i loro elementi dispersi tra le rovine.

Autore: Giorgio Valentini

Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 27 ago 2026

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