Riflessioni sui borghi del degrado, nel Parco Nazionale del Cilento-Diano-Alburni, in compagnia di una collaboratrice di Kamala Harris, ex vice-presidente degli Stati Uniti.
Essere genitori non è facile. Lo dicono tutti, anche quelli che non hanno mai avuto figli, percependone la difficoltà dai propri genitori. Ma è uno dei doni più straordinari che la natura potesse dare al genere umano. Non solo concedendo all’uomo ed alla donna di procreare, in modo biologico, ma anche di diventare educatori, trasmettere il sapere acquisito per consentire loro di essere più forti e resilienti di chi li ha creati, e così migliorare la specie, renderla più longeva, consentirne una sempre maggiore esperienza di vita in continua evoluzione. Al contrario, un genitore che non è di esempio, che lascia correre, che non si pone da educatore evoluzionista, che non si preoccupa di rendere i propri figli più forti e longevi, non è di aiuto, non partecipa all’evoluzione della specie, anzi, crea una generazione più fragile, malata, in devoluzione, diventando elemento di disturbo al genere umano che è invece programmato per evolvere.
Trasponendo questi concetti ad una amministrazione che da genitore di una comunità non ha solo il compito di farla sopravvivere ma darle gli strumenti di miglioria, di evolvere, se si limita ad interventi autoritari ed estemporanei, senza utilità pratica nell’evoluzione della propria comunità, beh, non è un genitore educatore del genere evoluzionista, ma volontariamente o involontariamente che sia, contribuisce alla destrutturazione della sua comunità, alla frammentazione del sapere e delle esperienze, alla degenerazione culturale e spirituale del genius loci, alla fragilità e poi al malessere del sistema territorio.
Durante sopralluoghi in diversi borghi del Parco Nazionale del Cilento-Diano-Alburni, con una mia amica americana, collaboratrice di Kamala Harris, ex vice-presidente degli Stati Uniti, condividendo riflessioni su alcuni borghi in particolare, lei coglie l’occasione per raccontarmi un aneddoto che potesse servirmi per il progetto MWA negli Alburni, nel riconoscere dai dettagli chi potesse essere una risorsa e chi un potenziale elemento di disturbo.
Ero a cena a casa di un senatore a cui proporre di far parte del team di Kamala. Durante la cena, una delle figlie attraversa la sala e lascia un cattivo odore. Leggero, impercettibile, ma un segnale chiaro di trascuratezza. La madre chiede scusa e la rimprovera davanti a tutti, facendo notare che aveva panni che emanavano cattivo odore. Il padre le chiede il perché di tale trascuratezza, e la teenager risponde “perché non sto uscendo, non devo incontrare nessuno”. In quel momento ho pensato che la causa di quella risposta era nella pessima capacità educativa dei genitori, non della teenager che deve imparare, prima di insegnare. “Thomas, mi dice la mia amica, mi è bastata quella riflessione per decidere in una frazione di secondi che quel senatore non sarebbe stato un buon investimento nella campagna per le presidenziali. Ho finito la cena e sono andata via sapendo già di aver deciso dentro di me di tenerlo fuori dal team.”
Le chiedo di spiegarmi meglio, e mi racconta. “In quella risposta ho letto due fallimenti dei genitori. Il primo, una figlia che ritiene il concetto di igiene come qualcosa funzionale agli altri, alle apparenze, non per la propria salute. Il secondo, che i genitori e la sorella maggiore che vivono in casa con lei non sono considerate persone degne di attenzione, di rispetto. Chi fallisce come genitore educatore, in casa propria, come può amministrare e fare evolvere una comunità più vasta di due figli?” E poi mi precisa.
“Un’amministrazione comunale è chiamata ad educare ed a far evolvere la propria comunità al pari di un genitore. Se un borgo è trasandato, non ha un buon odore, “puzza” di malessere, e si “lava” e si “trucca” solo quando deve mostrarsi, non è colpa del borgo, né della sua comunità, al pari di una figlia male-educata, ma del genitore che ha fallito nel suo ruolo di educatore evoluzionista, generando un borgo male-educato che diventa elemento di disturbo per il territorio.”
Al suo rientro negli Stati Uniti, mi ha poi chiesto più volte di diversi borghi visitati e di aggiornarla sul progetto MWA negli Alburni, ricordandomi che in molti di quelli che ironicamente avevamo definito “male-educati”, c’era comunque un potenziale evolutivo ancora vitale, sepolto, schiacciato, ma potente. Di recente, motivo per cui ho deciso di raccontarlo, tornando sull’argomento, mi ha ricordato che come i figli, anche le comunità a volte crescono ed evolvono indipendentemente dai genitori pessimi educatori, perché se la loro natura è evolutiva, prenderanno comunque le distanze dai genitori ed andranno per la loro strada con nuovi punti di riferimento e migliorativi. E alla mia domanda “c’è dunque speranza anche per i borghi male-educati? Si, mi risponde, ma solo per le comunità la cui natura è diversa da quella dei genitori. Se continuano a degradare, a “puzzare”, a “lavarsi” solo quando devono mostrarsi, beh, la genetica è quella.
Autore:
Thomas Allocca Director MWA Museums Italy and New Hampshire USA
www.whiteoak.it/mwa












