TOLMEZZO (Ud). Studiosi contrari a riseppellire le vecchie mura.

Pubblicato il : 26 Ottobre 2015

Gli studiosi di storia cittadina temono il ritombamento imminente delle tracce delle mura medievali tra via Spalto e via Lequio dopo i sondaggi archeologici che si stanno concludendo nell’area e che sono propedeutici ai lavori che trasformeranno l’attuale parcheggio in una piazzetta pedonale con fontana.
È uno di loro, l’ex presidente del consiglio regionale Antonio Martini, a lanciare l’allarme, riferendo che la Soprintendenza non sembrerebbe incline a riconoscere l’opportunità di valorizzare – a danno quindi anche della fruizione da parte del pubblico – ciò che resta di un tratto delle mura medievali della città.
Martini chiede che il Comune prenda in mano la situazione e non getti alle ortiche un’occasione importante di valorizzazione della storia della città, dato peraltro che Tolmezzo – osserva – pur avendo una sua storia medievale, non ha tuttavia molti siti analoghi da vantare: quindi non dovrebbe lasciarsi sfuggire le interessanti orme del passato rimaste ancora in città.
L’area ricade in una zona un tempo percorsa dalla cinta muraria cittadina (con 18 torri e 3 porte) risalente, si stima, alla seconda metà del tredicesimo secolo.
Siccome i futuri lavori interessano un’area un tempo compresa nelle mura, la Soprintendenza ha chiesto che le operazioni di scavo siano sottoposte, sotto la sua direzione scientifica, a sorveglianza archeologica.
«C’è tutto un settore di contrafforti che andava a difendere le mura – afferma Martini, riferendosi alle tracce emerse durante questi scavi- tra il canale, le mura e le torri. Puoi capire veramente com’era il sistema difensivo. Se per la Soprintendenza non hanno valore archeologico assoluto, per Tolmezzo hanno un valore storico. Capisco che la Soprintendenza ha anche siti come Zuglio o Aquileia su cui, quando può, impiegare risorse, ma ricordiamoci anche, quando parliamo di Soprintendenza, che il nostro bel palazzo Linussio sta cadendo a pezzi. Si tratta della villa veneta più a nord. O pensiamo alle condizioni in cui versa la cappella Linussio. Non aspettiamo sia la Soprintendenza a dirci cosa è importante per Tolmezzo e per la sua storia. Il Comune agisca di sua iniziativa».
Martini riferisce poi che la Torre del Pievano non è stata trovata, perché rispetto alla mappa del Marchi parrebbe più spostata verso l’albergo Ghidina, «ma è emerso – evidenzia- com’era tutto il sistema difensivo. Tra le mura e il canale, per esempio, c’erano cinque metri in declivio che proteggevano i lati est e ovest. Si rinunci alla fontana della futura area pedonale per creare un piccolissimo parco archeologico da proteggere con vetrate su cui camminare. Non sprechino tutto questo lavoro. Permettano a tutti noi di vedere com’era la città murata».

Fonte: www.messaggeroveneto.it, 25 ott 2015

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