RITROVATI 700 REPERTI A SELLIA MARINA (CZ)

Pubblicato il : 21 Aprile 2001

L’ operazione ”Asse” (dal nome dell’ antica moneta romana) condotta dai Baschi Verdi di Sellia Marina, ha riportato alla luce oltre 700 reperti archeologici di vari tipo ed epoca. Tra questi si trovano pezzi ed oggetti in argento, bronzo e ceramiche risalenti a più epoche storiche che vanno dall’ età del ferro al periodo protostorico e dal periodo greco-classico a quello romano di prima e piena età imperiale oltre ad un centinaio tra monete brettie, greche e romane alcune delle quali straordinariamente conservate e di notevole valore storico ed archeologico. Tra i reperti meglio conservati figurano diversi holmoi di epoca protostorica (X se. a.C. circa), anelli, bracciali, fibule e patere in bronzo di epoca ellenistica, coppette ed unguentari in ceramica, una punta di lancia in bronzo, alcuni vasi miniaturistici. Dopo l’ attivita’ investigativa, e’ scattata, nell’ arco di un paio di settimane tra la seconda meta’ di marzo scorso e la prima di questo mese, una fitta rete di controlli e perquisizioni svolte dalle Fiamme gialle di Sellia Marina che hanno inoltre consentito la segnalazione all’ autorità giudiziaria complessivamente di sei persone accusate di detenere illecitamente materiale di notevole interesse storico-archeologico. Oltre al materiale sono stati sottoposti a sequestro anche cinque ”cercametalli” e quattro sonde utilizzate dai cosiddetti ”tombaroli” per individuare e rinvenire nel sottosuolo monete, oggetti in bronzo o in ferro. Di notevolissima importanza storica e’ stata inoltre l’individuazione, sempre da parte dei Baschi verdi di Sellia Marina, di un sito archeologico situato a poche decine di metri a valle della SS 106, in localita’ Iuzzulino nel comune di Sellia Marina, in una zona finora ignota alla letteratura archeologica. I finanzieri sono riusciti, infatti, a collegare e a riscontrare che molti dei reperti sequestrati provenivano proprio da quell’ area archeologica. Inoltre, alcuni dei reperti sequestrati e numerosi frammenti ceramici trovati sul posto consentono di ipotizzare la presenza di un insediamento romano che sarebbe sorto, a sua volta, nelle vicinanze di un insediamento di epoca molto piu’ remota e consentono altresì di supporre una continuita’ di vita fino al V sec. d.C. Tale insediamento verrebbe a costituire un ulteriore elemento di quella catena di impianti residenziali romani che si articolavano lungo l’antica via litoranea, ricalcata pressappoco dall’ odierna SS 106. Tutti i reperti sequestrati, gia’ visionati dagli archeologi della Soprintendenza Archeologica della Calabria, permetteranno agli esperti di condurre ulteriori studi al fine di ricostruire importanti vicende storiche, abitudini e stile di vita degli antichi abitanti del versante jonico della provincia catanzarese.
Fonte: ANSA
Cronologia: Arch. Romana

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