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PORTO TORRES (Ss). Dagli scavi nasce un giardino archeologico.

Le rovine dell’antico fortilizio aragonese e, forse, di un molo di epoca romana non saranno risepolte. Lo hanno deciso di concerto amministrazione comunale e Soprintendenza ai beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro.
Una decisione maturata alla fine della scorsa settimana, nel giro di 48 ore, quando i responsabili tecnici delle due amministrazioni si sono seduti a tavolino e, con calma, hanno ipotizzato il costo dell’operazione.
Un costo più che sopportabile per i due enti che stanno studiano la realizzazione di una sorta di giardino archeologico che lasci a cielo aperto la scoperta che potrebbe avere risvolti eccezionali. Lo studio delle strutture venute alla luce all’inizio della scorsa settimana potrebbe riscrivere una parte della storia di Turris Libisonis, gettando una nuova luce sull’importanza strategica della colonia romana.
Un sito archeologico a vista che sarebbe un polo di attrazione per chi è diretto al porto. Proprio a fianco agli scavi deve essere realizzato il nuovo ingresso dello scalo marittimo passeggeri, lavori che subiranno solo un piccolo ritardo. E comunque, secondo amministrazione comunale e Soprintendenza, entro i tempi stabiliti dal contratto di appalto. Con un aggravio dei costi decisamente limitato visto che il progetto prevedeva comunque lo sbancamento dei giardini realizzati sotto la Torre Aragonese.
Anche ieri i lavori sono andati avanti e la ruspa dissepolto un ampio spiazzo pavimentato di pietra, forse il terrapieno realizzato dagli spagnoli nel XXII per completare il complesso fortificato costruito per la difesa del porto e di una parte della città medievale.
Ma la parte più interessante sembra essere il manufatto in pietra che sembra essere una banchina. Larga fra un metro e mezzo e i due metri, sembra congiungersi alla fortezza spagnola. Va detto che anche gli Aragonesi erano maestri nello sfruttare (stavolta a fini militari) le strutture che altri avevano costruito prima di loro e non ci sarebbe nulla di strano se gli spagnoli avessero inglobato il vecchio banchinamento romano nel complesso fortilizio del porto.
Nel frattempo prosegue lo smantellamento del vecchio molo del Faro dove era venuto alla luce il porto medievale. Esperti e tecnici della soprintendenza stanno esaminando il materiale raccolto fra la montagna dei detriti utilizzati come riempimento della banchina, materiale proveniente anche dall’antica città romana, come avevano scoperto un paio di mesi fa i carabinieri. Gli investigatori avevano anche sequestrato il basamento di una colonna, già conservata dentro una scatola di legno e pronta a essere inviata a qualche collezionista privato.

 


Fonte: Nuova Sardegna 11/07/2006
Autore: Pinuccio Saba
Cronologia: Arch. Romana

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