In località Monteluce, in via Madonna del Riccio, a Perugia, nel 1983 fu portata alla luce una tomba etrusca ellenistica inviolata.
L’ipogeo, a pianta cruciforme, presenta ampio vestibolo rettangolare, al quale si accede da un dromos a cielo aperto e tre camere che si aprono su tre lati del vestibolo.
Nella tomba, che fu utilizzata dal III al I secolo a.C., furono rinvenuti un sarcofago in arenaria (lungo circa 2 metri) e cinquanta urne in travertino.
La deposizione più antica è costituita dall’inumato ospitato nel sarcofago anepigrafe collocato lungo la parete di fondo della camera centrale, probabilmente il capostipite.
Il rito prevalente nel periodo ellenistico a Perugia fu però l’incinerazione come attestato dalle 50 urnette rinvenute nella tomba, quasi tutte (48 su 50) recanti l’iscrizione sulla cassa o sul coperchio della famiglia di appartenenza dei cai cutu. I personaggi deposti per primi (nella cella centrale) hanno il nome composto da due elementi (cai cutu), che farebbe pensare ad una origine servile del capostipite. I componenti della famiglia morti successivamente conservarono solo il nome cutu e nelle urne più recenti dopo il 90-89 a.C. (collocate nel vestibolo) il gentilizio etrusco risulta latinizzato in Cutius (in sei urne). Nell’urna di Aulus Cutius, figlio di Haulus e Hastia Pisentia, in particolare, risulta anche il riferimento alla tribù Tromentina, nella quale furono inseriti gli abitanti di Perugia dopo il 90 a.C.
Le iscrizioni si riferiscono solo a personaggi maschili; la formula onomastica comprende prenomen, gentilizio e quasi sempre il patronimico, frequentemente anche il matronimico. Il sesso è ignoto per tre deposizioni (l’inumato del sarcofago e gli incineriti delle due urnette prive di iscrizione).
Le indagini antropologiche dei resti consentiranno di verificare l’eventuale presenza di donne deposte nelle urne. A Perugia sono state trovate altre tombe con deposizioni solo maschili ed alcuni casi di sepolcri con sole donne (es. tomba da Casaglia, con quattro deposizioni femminili appartenenti alla famiglia veltsna).
Le urne erano disposte su due file e sono quasi tutte a tetto displuviato; in due casi la copertura è costituita dalla rappresentazione del defunto in posizione semi recumbente. Gli ossuari di maggior pregio sono quelle più antichi, rivestiti di stucco (due urne deposte davanti al sarcofago). Le altre urne sono prevalentemente decorate con motivi piuttosto semplici quali, rosoni, pelte e ghirlande. Alcuni ossuari presentano temi diversi più complessi quali, testa di medusa, essere femminile alato su mostro marino, scena di combattimento con cavaliere, scena di combattimento di uomo con grifi, scena di banchetto, centauromachia.
Nel vestibolo, a sinistra della porta d’ingresso, vi era un cumulo di ceramica frammentaria e di ossa animali, probabilmente si tratta dei resti del rito funerario.
Nella tomba, oltre a numerosi reperti vascolari (ceramica comune a vernice nera e rossa), è stato trovato un kottabos in bronzo e parte di una panoplia sul pavimento della camera sinistra (uno scudo in bronzo, uno spadone in ferro, uno schiniere e due paragnatidi di un elmo in bronzo).
La tomba è stata riallestita/ricostruita presso il Museo Archeologico di Perugia.
Sulla tomba dei Cai Cutu cfr., tra gli altri:
– Anna Eugenia Feruglio, La Tomba dei Cai Cutu e le urne cinerarie perugine di età ellenistica in Annali delle Fondazione per il Museo “Claudio Faina”, Volume IX, Perugia Etrusca, Edizioni quasar 2002, pagg. 475 e ss.;
– Anna Eugenia Feruglio, Le iscrizioni delle urne della tomba dei Cai Cutu di Perugia in Studi Etruschi, 2013, pagg. 199-235;
– La tomba etrusca dei Cai Cutu, ultimo aggiornamento 24 settembre 2021, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria nel sito internet musei.umbria.beniculturali.it;
– immagini e notizie sulla tomba nel sito Facebook “Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria – Pagina Istituzionale”;
– Margherita Gilda Scarpellini Testi, Gli Etruschi Mille anni di civiltà, Bonechi, 1992, pagg 453-454;
– Luana Cenciaioli, Perugia. La società oligarchica tra Etruria e Roma, Etruschi Viaggio nelle terre dei Rasna, Electa, 2019, pag.298.
Di seguito immagini della tomba dei cai cutu.
Autore: Michele Zazzi – etruscans59@gmail.com








