MILANO. Un albero in ricordo dell’archeologo siriano Khaled al-Asaad

Pubblicato il : 6 Dicembre 2015

Intitolato un albero e un cippo a Khaled al-Asaad, l’archeologo siriano custode dei tesori di Palmira che è stato ucciso prima e decapitato poi dagli estremisti dell’ISIS. A pochi mesi dalla sua morte, Milano non dimentica. L’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano – composta da Comune di Milano, Associazione Gariwo e UCEI Unione Comunità Ebraiche Italiane – ha organizzato nei giorni scorsi la cerimonia di intitolazione al Giardino dei Giusti di tutto il mondo, al Monte Stella.
Sul cippo sarà incisa la seguente frase dedicata all’archeologo scomparso: ‘Trucidato dall’ISIS nel 2015 per aver difeso in Siria il patrimonio archeologico di Palmira, memoria della civiltà umana’.
“Dopo i tragici attentati di Parigi, assume un significato ancora più forte e simbolico il sacrificio di Khaled al-Asaad – ha detto il presidente del Consiglio comunale di Milano, Basilio Rizzo – Difendendo quei preziosi reperti, Asaad voleva preservare i valori rappresentati dalle diverse culture che si sono incontrate a Palmira nei millenni. È da questa eredità che i giovani siriani dovranno ripartire e a noi spetta sostenerli in ogni modo in questo momento tragico: solo così potremo sperare insieme in un futuro diverso per loro, per il loro Paese e per tutti noi”.
“Khaled Al-Asaad è stato ucciso perché colpevole di aver difeso le testimonianze e i simboli di una civiltà, di cui tutti siamo figli – ha aggiunto l’assessore alla Cultura, Filippo Del Corno – Per questo il 27 ottobre scorso abbiamo intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad lo’ Spazio delle Culture’, un’ampia sala del Mudec dedicata alle attività culturali del Forum della Città Mondo”.
Sull’importanza dell’intitolazione è intervenuto anche il presidente di Gariwo, Gabriele Nissim: “Khaled al-Asaad è un grande esempio della resistenza morale all’ISIS. Si è sacrificato per difendere Palmira, patrimonio archeologico di tutta l’Umanità. Dopo le stragi di Parigi, dal Giardino dei Giusti deve partire una grande mobilitazione morale che veda insieme arabi, ebrei, cattolici, musulmani, credenti e non credenti di fronte all’integralismo omicida. Khaled ci ha infatti insegnato due cose fondamentali: questo nuovo male colpisce tutti e solo se si realizza una unità morale di uomini con culture diverse possiamo sperare di sconfiggerlo”.
“Solo la cultura e la memoria sono gli antidoti affinché la nostra società sia consapevole dei propri valori fondamentali e irrinunciabili, – ha sottolineato Giorgio Mortara, UCEI – Primo fra tutti il rifiuto di ogni deriva fanatica e fondamentalista che finisce per diventare assassina contro chiunque venga considerato diverso”.
Per ricordare, è in arrivo anche un murale, come ha dichiarato il presidente della commissione Cultura, Paola Bocci: “Come segno fisico e duraturo in città in memoria di Khaled Al-Asaad e di Palmira, ho proposto presso la Fabbrica del Vapore, in collaborazione con l’associazione Gariwo, la realizzazione di un murale a opera di street artists milanesi, da inaugurarsi il 6 marzo, Giornata dei Giusti”.

Autore: Sara Riboldi

Fonte: www.quotidianoarte.it, 30 nov 2015

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