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MILANO. Riaffiora la città imperiale.

Resti di una necropoli paleocristiana scoperti sotto la basilica di Sant’Eustorgio: epigrafi, croci di quasi duemila anni .
C’è la lapide dell’esorcista Vitturino, morto il 3 novembre 377. E quella dell’anziana “madre fedele” Varicia Asteria, che “visse con il marito ottant’anni, sei mesi e 21 giorni”. Sono i resti della necropoli paleocristiana scoperti sotto la basilica di Sant’Eustorgio: epigrafi, croci, mura vecchie di quasi duemila anni. E da ieri visibili al pubblico in un nuovo percorso archeologico sotterraneo. Ma la riqualificazione della necropoli di Sant’Eustorgio è solo un tassello di un più ampio progetto dedicato alle rovine storiche della città, “Milano Archeologia per Expo 2015“: un piano che punta a valorizzare 30 siti archeologici cittadini e che si aggiunge agli interventi già fatti negli ultimi cinque anni dalla Regione, dal Comune, dalla Curia, dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia e da una serie di società private. Finora questi enti hanno stanziato 2,8 milioni di euro, a cui in gennaio si sono aggiunti i 220 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo tramite un bando. Risultato, oltre 3 milioni di euro spesi per riportare alla luce i tesori nascosti di Milano.
Quattordici dei 30 siti individuati dal piano sono già stati aperti al pubblico e fanno parte dell’itinerario turistico “La Milano antica”: dall’anfiteatro di via De Amicis 17 al circo imperiale di corso Magenta 15, dal Foro romano di piazza San Sepolcro alla cripta della chiesa di San Giovanni in Conca. Gli altri 16 siti saranno ispezionati nei prossimi 18 mesi: verranno sistemati, restaurati e gradualmente aperti al pubblico grazie alla collaborazione tecnica di tre atenei milanesi (Politecnico, Cattolica e Statale).
Spesso si tratta di tesori nascosti nelle cantine dei condomini, tra le mura dei palazzi, nei giardini e nei cortili. Mosaici, monili, manufatti, mura della Milano di quasi duemila anni fa: un’età d’oro – tra il 286 e il 402 dopo Cristo – in cui la città era sede della corte imperiale romana.
“Un patrimonio sconosciuto agli stessi milanesi, che è giusto valorizzare per loro ancora prima che per Expo – ha spiegato l’assessore regionale alla Cultura, Cristina Cappellini, durante la presentazione del progetto -. Dopo il restauro dei siti, sarà importante comunicarli al meglio”. “Nel 2015 a Milano ci saranno oltre 100 capi di Stato stranieri, dobbiamo mostrare loro la storia millenaria della città – ha aggiunto l’assessore alla Cultura del Comune, Filippo Del Corno -. Un’altra cosa da far capire ai milanesi è che gli scavi e i restauri non vanno percepiti come un fastidio per la mobilità, ma come un progresso nella conoscenza della città”.
A proposito di lavori, il Comune ha in serbo tre progetti collegati alla valorizzazione di siti archeologici: uno, firmato dalla società immobiliare del gruppo Feltrinelli Finaval, nel giro di due anni cambierà il volto di via Brisa. Là dove oggi ci sono due parcheggi da circa 50 posti auto sorgeranno appartamenti (lato via Santa Maria alla Porta) e un’area verde, con al centro una torre medievale restaurata. Allo studio c’è anche la riduzione degli 80 parcheggi di piazza Mentana per liberare l’area intorno alla statua dedicata a Garibaldi. E sempre per dare più visibilità alle testimonianze della storia milanese, Palazzo Marino sta pensando di cambiare la viabilità attorno al Museo civico archeologico per evitare che l’accesso sia così vicino al traffico. L’ipotesi è chiudere alle auto l’ultimo tratto di via Luini, o in alternativa allargare il marciapiede, e allo stesso tempo ampliare il transito dei pedoni in via Cappuccio.

Autore: Alessandra Dal Monte

Fonte: http://milano.corriere.it , 8 giugno 2013

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