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Michele Zazzi. La fiasca del pellegrino in Etruria.

Per fiasca del pellegrino (o borraccia del viandante) s’intende far rifermento ad un recipiente da viaggio, di forma tendenzialmente tondeggiante schiacciata, per il trasporto di liquidi.
La tipologia in esame ebbe origine in oriente (già in Mesopotamia) e si diffuse nel Mediterraneo occidentale. La comparsa in Etruria viene perlopiù ricondotta a modelli ciprioti e fenici. Gli esemplari etruschi sono in bronzo, in impasto, in bucchero, argilla figulina, ceramica etrusco-corinzia e presentano varie morfologie.

Le fiasche in lamina bronzea si diffusero prevalentemente nell’VIII ed i primi dell’VII secolo a.C.
Una fiaschetta bronzea è stata rinvenuta nelle necropoli di Bucacce a Bisenzio in una tomba a fossa di inumato con cassone di tufo e coperchio a botte (della seconda metà dell’VIII secolo a.C.). Il corredo era composto anche da elmo di bronzo, lancia e due pugnali in ferro. Il contenitore ha bocchello cilindroide alto e stretto, corpo discoidale biconvesso ed ansa mobile quadrangolare con estremità ripiegate e conformate a testa di cigno. La fiaschetta era dotata di tracolla. L’oggetto è decorato con fasce concentriche di borchiette, metopali campite da punzonature a cerchi concentrici e zig-zag sulla fascia laterale.

Al Museo Etrusco Guarnacci di Volterra è esposta una fiasca di bronzo proveniente dalla Tomba del Guerriero di Poggio alle Croci (ultimi decenni dell’VIII secolo a.C.). Il corredo della tomba oltre alla fiaschetta ha restituito elmo crestato con calotta apicata, spada, lancia, giavellotto, morsi di cavallo. L’esemplare si caratterizza per una particolarità che lo rende unico tra i reperti in argomento: è composto da due parti separate che formano un unico contenitore a doppio scomparto per la conservazione di due diversi tipi di liquido (un reperto simile, di provenienza sconosciuta, è conservato in collezione privata). Sulla parte superiore del contenitore accanto a due alti colli cilindrici vi sono due occhielli ed un terzo occhiello è collocato sul fondo della fiasca. Il contenitore era munito anche di una catenella. La fiasca è decorata da fasce circolari concentriche, piccole cuppelle a punzone e cavallini stilizzati.

Un esemplare di bronzo da Ansedonia (forse vulcente), databile all’VIII secolo a.C. ed oggi ai Musei Vaticani, è decorato a sbalzo con borchiette, borchie costolate, cavalli isolati e doppio zig-zag. L’ansa è a testa d’uccello. Nel contenitore sono state riscontate tracce di una resina di origine vegetale della famiglia delle pinacee, forse da connettere alla conservazione del vino (Sannibale).
Le fiaschette ceramiche risultano prodotte di massima dalla seconda metà dell’VIII ed in particolare nel VII secolo.

Fiasca lenticolare etrusco-corinzia da Cerveteri esposta al Berlino Staatliche Museen (600 a.C. circa). Sul contorno del lato principale più convesso vi sono pantere, cavalli alati, cervi, volatili, animali fantastici. Nel tondo centrale sono dipinte due figure di guerrieri con corazza che sembrano danzare ai lati di un cratere a valute appoggiato su un sostegno. Sul lato secondario, più piatto, motivo a spirale al centro contornato da volatili con le ali aperte.

Fiaschetta geometrica (della prima metà del VII secolo a.C.), forse da Caere, della Collezione Castellani di Villa Giulia, con quattro anse forate, due in alto e due in basso. Presenta una serie di triangoli pieni bruni, separati dalla decorazione centrale per mezzo di una linea paonazza. Internamente, un motivo a stella a dieci elementi, che circonda un cerchio pieno a vernice bruna al centro.

Borraccia del viandante in bucchero del VII-VI secolo a.C. conservata preso il Museo di Monte Romano, proveniente dalla necropoli Vallicelle. L’oggetto ha corpo schiacciato, forma lenticolare, collo cilindrico con labbro svasato ed è privo di manici. Le facce sono ornate da cerchi incisi.

Fiaschetta in bucchero del VI secolo a.C. conservata al Museo di Pienza della collezione Landi Newton. Il contenitore è munito di quattro piccole anse, che servivano come passanti per la cordicella utilizzata per legarlo al fianco del viandante.

Una fiaschetta del pellegrino miniaturistica è stata ritrovata presso il deposito votivo di Campetti a Veio.

In una sepoltura a cista litica (tomba 16 della necropoli di Olmo Bello, databile tra il 750 ed il 725 a.C.) rinvenuta presso il lago di Bolsena, accanto ad armi (scudo circolare in bronzo e lancia) ed al corredo di un guerriero (cremato) è stata ritrovata una zucca essiccata, interpretata come fiaschetta del guerriero. Le analisi sui resti del liquido contenuto hanno evidenziato indicatori di un succo di frutta fermentato (di uva, mele o pere), l’assenza di acido tartarico – marker tipico del vino – la presenza di resine vegetali e tracce di resina di pino sottoposta a riscaldamento. Si è pensato ad una bevanda medicinale con funzione profilattica e terapeutica, particolarmente adatta per individui esposti a viaggi con cambiamenti climatici ed alimentazione variabile.

Le cosiddette fiaschette del viandante erano contenitori leggeri e resistenti adatti al trasporto di liquidi durante viaggi e spostamenti e venivano legate o appese ai fianchi. In Etruria provengono quasi esclusivamente da contesti tombali. Di solito fanno parte di corredi di guerrieri. Le fiaschette sono state trovate anche in tombe femminili. Un esemplare è stato rinvenuto in un deposito votivo. Le borracce erano utilizzate da militari ma anche da pellegrini e mercanti, diretti rispettivamente verso santuari e mercati commerciali. Le fiaschette dell’epoca contenevano perlopiù acqua o vino. In qualche caso potevano contenere anche bevande medicinali. Talvolta erano a doppio scomparto per il trasporto di liquidi diversi.

Sulle fiaschette/borracce del pellegrino cfr., tra gli altri:
Volterra la Tomba del Guerriero di Poggio alle Croci a cura di G. Cateni, Edizioni IFI Firenze, 1998, pagg. 24 e ss.;
Vetulonia, Orvieto e Grotte di Castro Circoli di pietra in Etruria a cura di Simona Rafanelli, ARA edizioni, 2014, pagg. 155-157;
– Paolo Enrico Arias, Una nuova fiasca da pellegrino in Studi Etruschi Vol. XXXVII;
– Sulla tomba 16 di Olmo bello e sulla fiaschetta di zucca v. l’articolo “Sciolto il mistero del proto-etrusco morto 2750 anni fa presso il lago di Bolsena. Argento spagnolo, armi e una fiaschetta di zucca contenente una bevanda strana. Chi era? Veniva da lontano o era del luogo? I nuovi studi” pubblicato il 15 aprile 2026 sul sito internet STILEarte;
– Sulle fiaschette in bucchero riportate nel testo Sergio Murli, Archeologia. La preziosa borraccia del viaggiatore, conosciuta anche come “Fiasca del pellegrino”, 26 agosto 2016 nel sito internet del Quotidiano Honebu di Storia ed Archeologia diretto da Pierluigi Montalbano.

Di seguito immagini delle fiaschette da Bisenzio, della tomba del Guerriero di Poggio alle Croci, del Museo di Villa Giulia e del Museo di Monte Romano.

Autore: Michele Zazzi – etruscans59@gmail.com

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