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Michele Melchiorre Sorrentino. Antropologia e Archeologia, Antipodi?

Antropologia ed archeologia operano spesso in contesti strettamente legati dallo studio della materialità umana.
Vediamo infatti che in uno scavo archeologico i resti scheletrici e i manufatti comunicano molto.
Essi, infatti, portano con loro secoli di culture, tradizioni e stili di vita che l’antropologo analizza e studia attentamente.
Il sito archeologico ovunque esso sia, acqua o terra, custodisce una porzione fondamentale di storia della civiltà e del suo ambiente.
Ogni ambiente, infatti, con la propria influenza nel tempo condiziona i reperti contenuti nel sito oggetto del processo scientifico.
Gli studiosi al fine trarre maggiori informazioni esaminano ogni millimetro che viene indagato e studiato con attenzione, avendo cura di non compromettere o vanificare un processo cominciato con uno scopo ben preciso cioè, quello di conoscere.
Percepiamo che tra le due discipline vi è analogia.
Laddove l’archeologo identifica la struttura della tomba, il corredo e la cronologia dello strato, l’antropologo fisico fa “comunicare” lo scheletro tramite l’analisi delle ossa e dei denti, riuscendo quindi a ricostruire l’età biologica, il sesso, le patologie, i traumi, i lavori pesanti svolti in vita e persino il tipo di dieta della popolazione scomparsa.
La sua presenza trasforma il resto biologico da semplice reperto ad una testimonianza bioculturale, capace di trasmettere dati del passato, dimostrando sul campo che l’archeologia e l’antropologia sono, nel determinato contesto, in realtà, la stessa identica ricerca.
Il mondo moderno ci induce a pensare a compartimenti stagni ovverosia guardando ogni disciplina come strettamente legata ai suoi ambiti di studio, l’archeologia con l’archeologia e l’antropologia con l’antropologia, ma chiediamoci se è davvero questo l’approccio che si deve assumere nei confronti di queste due particolari discipline.
Questa breve riflessione nasce dalla volontà di muovere la curiosità sul modo di agire e di pensare che spesso viene condizionato dalla consuetudine, o perché così è dato pensare, l’affiancamento delle discipline dell’archeologia e dell’antropologia se lette con una prospettiva diversa e non con il pensiero che ci rimanda ad una visione di separazione analitica piuttosto che una ricognizione empirica, ci mostra che sono strettamente interconnesse e legate, riuscendo a negoziare conoscenze nell’unico dialogo di lavoro scientifico.

Autore: Michele Melchiorre Sorrentino, Subacqueo e studioso di Antropologia Archeologica – michelemelchiorre.sorrentino@gmail.com

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