MARTINSICURO (Te). Dieci milioni per far risorgere l’antica città di Truentum.

Pubblicato il : 21 Ottobre 2010
Martinsicuro Una città sommersa che spera di tornare alla luce. Truentum, antica cittadina romana adagiata sulla sponda Sud del fiume Tronto, è stata rinvenuta, per caso. Durante gli scavi per la costruzione di alcune palazzine in via Po’, a Martinsicuro, emersero mura, botteghe, strade, case e vicoli. Per questo il Comune ha presentato un progetto, attraverso la responsabile Simonetta Majeli, per la valorizzazione dei resti della città antica.
Un intervento da dieci milioni di euro, dei quali il 90 per cento potrebbe essere finanziato dall’Arcus, società per lo sviluppo di arte, cultura e spettacolo. Una Spa con capitale interamente sottoscritto dal ministero dell’economia, mentre l’operatività aziendale è dettata dai decreti del ministro per i beni e le attività culturali.
“Per noi – spiega il delegato alla cultura Massimo Vagnoni – è importante la progettualità: dobbiamo essere pronti ad intercettare fondi con interventi di ampio respiro”. E, scorrendo la scheda inviata all’Arcus, di idee se ne trovano numerose. Tutte tese a trasformare Martinsicuro nella novella Alba Fucens.
Ma per spiegare l’intervento che si vuole compiere è necessario fare un passo indietro nel tempo. Nel ’91 e poi nel ’95 partirono le prime campagne di scavo nell’area della città romana di Truentum, a poche centinaia di metri a Nord Est del Torrione. Si scoprirono, allora, il quartiere commerciale con i magazzini portuali, un edificio pubblico – il macellum ovvero il mercato – e una strada quasi intatta, oltre a testimonianze di una costante presenza umana.
L’obiettivo è di riportare alla luce il sito romano e trasformare Martinsicuro e il quartiere Tronto nella nuova Alba Fucens, colonia latina in provincia dell’Aquila, ormai meta di tante visite guidate, è l’obiettivo principe.
Ma ci sono altre azioni connesse, come la nascita di un percorso ciclabile nei luoghi della storia e dell’archeologia. Un iter che andrebbe a collegare il museo, sito nel Torrione Carlo V, all’area archeologica lungo le sponde del Tronto. Tre sarebbero le zone di scavo, individuate come zona Cervellini Socabi, parte di zona Consorti e ex case Feriozzi. Costo? Dieci milioni e 700 mila euro, di cui nove milioni e 600 mila a carico dell’Arcus. Una cifra che comprende: l’acquisto dell’area archeologica, i lavori di apertura degli scavi, la pista ciclabile e le spese tecniche.
C’è, inoltre, un accordo di massima con la soprintendenza per i beni archeologici per l’Abruzzo e nello specifico con Andrea Staffa, curatore degli scavi del ’91, per far rivivere l’antica Truentum.

Autore: Gloria Caioni.

Fonte: Corriere Adriatico.it, 21/10/2010

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